“Vogliamo una più stretta collaborazione con gli enti locali”

Il senato accademico dell'università risponde alla lettera inviata al rettore Dionigi dal presidente di Univercomo Marco Citterio

Il Senato accademico dell’Università dell’Insubria, nella sua ultima riunione, ha preso in esame sia la lettera inviata al Rettore Renzo Dionigi (datata 16 novembre e spedita dal presidente di Univercomo Marco Citterio, nella quale sono esternate preoccupazioni quanto allo sviluppo della sede di Como dell’Università), sia l’interrogazione al Ministro dell’Università e ricerca Scientifica, presentata dai parlamentari Butti, Palmieri e Taborelli, e la relativa risposta alla stessa, formulata dal sottosegretario a detto Ministero.

Questo il testo della deliberazione espressa dal Senato:

Dopo attenta considerazione di detti documenti e ampia, approfondita discussione, pur comprendendo gli intenti della lettera del Presidente di Univercomo, ritiene che i rapporti con detta Associazione debbano riguardare solo le questioni e le materie oggetto della convenzione con essa intervenuta, non potendo considerarsi la stessa Associazione come esponenziale o rappresentativa degli Enti locali che vi hanno aderito.

Il Senato conferma la propria volontà di operare per una più stretta collaborazione con gli Enti locali del territorio al fine di considerare le questioni di comune interesse, in specie per l’attuazione degli impegni assunti dagli Enti stessi a favore dell’Università, con l’accordo di programma che ha portato all’istituzione di questa. Rammenta che nel progetto di Statuto di autonomia dell’Università, di ormai prossima adozione, è prevista la Consulta Università-Territorio con sede istituzionale adeguata per lo svolgimento della consultazione con gli Enti locali.

Con riguardo alla interrogazione parlamentare e alla relativa risposta ministeriale, il Senato apprezza gli elementi in essa contenuti ove si pone in rilievo lo sforzo già compiuto dall’Università per correggere progressivamente lo squilibrio di risorse tra le sue due sedi, quale esistente all’atto della sua istituzione. Il divario quanto a risorse finanziarie e di personale è stato infatti attenuato.

Per quanto riguarda il personale docente l’iniziale rapporto 69,7% rispetto al 30,3% tra le sedi di Varese e Como risulta presentemente 64% e 36%; per il personale non docente il rapporto iniziale 69% / 31% è attualmente di 64% / 36%.

Le risorse per le infrastrutture e l’edilizia sono ripartite in pari misura tra le due sedi. Va segnalato, tuttavia, il consistente divario di conferimenti degli Enti locali, assai più consistente a favore della sede di Varese che di quella di Como.

Il Senato conferma la validità, al fine di garantire lo sviluppo equilibrato delle due sedi, delle norme a ciò intese inserite nel progetto di Statuto di autonomia, e in particolare la previsione della figura del Rettore Vicario preposto alla sede di Como, coadiuvato da un vice-direttore amministrativo per detta sede, della presenza in Como delle amministrazioni e dei servizi necessari al funzionamento della sede, della sezione apposita del Consiglio di Amministrazione per la trattazione delle questioni di interesse della sede.

Si impegna per il completamento del programma edilizio che doti la sede di Como delle infrastrutture adeguate e a sostenere le iniziative delle Facoltà per l’ampliamento dell’offerta formativa all’attivazione di nuovi corsi di laurea e, in prospettiva, con la istituzione di una nuova Facoltà a carattere umanistico-linguistico, atta a completare il quadro delle competenze scientifiche dell’Università

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Pubblicato il 14 Dicembre 2001
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