Dilaga la rivolta degli studenti: “Ci preoccupa il nostro futuro”

Varese - Da questa mattina la maggior parte delle scuole è in agitazione. Occupato l'Itpa Casula, mentre gli altri istituti discutono dell'autogestione

" No alla scuola azienda" . Nonostante il blocco della riforma Moratti, le scuole varesine non spengono la protesta. Dopo i segnali lanciati da Itpa e Itg la scorsa settimana, da oggi più o meno tutti gli istituti hanno iniziato l’agitazione contro la proposta di modificare l’attuale  sistema.
Gli studenti varesini vogliono vederci chiaro e prepararsi ad affrontare criticamente ogni eventuale futuro cambiamento della loro vita. 
"Siamo in autogestione per comprendere meglio cosa ci attende – spiega determinata Desirè rappresentante del Magistrale – Con la collaborazione di alcuni professori, stiamo studiando anche dal punto di vista storico l’importanza e lo sviluppo dell’istruzione da Gentile sino ai giorni nostri. L’obiettivo è quello di giungere ad una proposta di riforma che tenga conto delle nostre esigenze."
Anche Itis e Ipsia sono in autogestione: "Per capire il tenore della riforma, per discutere tra di noi quali saranno le conseguenze nel mondo della scuola." 
Al Daverio, i futuri geometri stanno decidendo come dimostrare la propria opposizione: " Comunque, se adotteremo l’autogestione – tiene a precisare Giuseppe , rappresentante di istituto – permetteremo che tutte le altre attività non legate all’insegnamento si svolgano regolarmente. Lasceremo anche che gli studenti che lo desiderano continuino le lezioni in alcune aule."
Più cauti ma ugualmente preoccupati per il futuro sono gli studenti del liceo scientifico: "Stiamo discutendo in assemblea il da farsi – spiega Roberto, membro del consiglio d’istituto – alcuni di noi sono contrari all’autogestione ma non perchè  favorevoli alla relazione Bertagna. Non vogliamo semplicemente adottare misure che penalizzino il nostro liceo e la nostra istruzione." "Tra le proposte di cui discutiamo – interviene Michele – c’è anche quella di una manifestazione assolutamente apolitica che coinvolga tutti gli studenti della provincia."

Molti i passaggi ‘indigesti’ ai ragazzi: "Non possiamo permettere che la nostra scuola diventi un’azienda, che si separi l’istruzione dall’informazione – dichiara Valeria dell’Itc Daverio"  "Ci preoccupa che venga modificato il sistema di rappresentatività all’interno della scuola, con l’abolizione dei rappresentanti degli studenti" dichiara Desirè del Manzoni. Per tutti, il timore che si creino scuole di serie A e di serie B, con le sovvenzioni agli istituti privati, e che scompaiano alcune materie: " Vorrebbero abolire il latino – dice Emanuele dello Scientifico – ma quella materia è fondamentale per la nostra formazione."

Autogestione, quindi, ma c’è anche chi ha adottato la misura estrema dell’occupazione: "Fino a mercoledì presidieremo la scuola – afferma Ulisse dell’Itpa Casula – la nostra protesta è stata voluta dalla stragrande maggioranza degli studenti. Piccoli gruppi rimarranno qui anche il pomeriggio e la notte."
Tutti contro la Moratti, dunque, e quello che potrebbe essere il futuro della sua riforma. Solo il liceo classico preferisce, per il momento, attendere: " Ci stiamo ancora organizzando – spiega Gabriele- Vorremmo prepararci bene, e con l’aiuto dei professori
, capire come cambierà la scuola."
Protestare sì, ma con cognizione di causa.

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Pubblicato il 14 Gennaio 2002
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