I rider scendono in piazza a Varese: “8/10 chilometri per tre o quattro euro. Vogliamo più tutele, più sicurezza e salari migliori”

Presidio davanti alla stazione nell’ambito della mobilitazione nazionale dei lavoratori delle piattaforme di consegna

Generico 09 Mar 2026

Una mobilitazione per chiedere più tutele, salari migliori e maggiore sicurezza sul lavoro. Nel pomeriggio di oggi, 14 marzo, un piccolo gruppo di rider si è ritrovato in piazzale Trento e Trieste, davanti alla stazione di Varese, per partecipare alla giornata nazionale di protesta dei lavoratori delle piattaforme di consegna, i rider.

Nonostante la pioggia, al presidio hanno preso parte alcuni rider che lavorano sul territorio insieme ai rappresentanti della Cgil di Varese e delle categorie Filcams, la federazione che rappresenta i  lavoratori del commercio, del turismo e dei servizi, Filt, il sindacato dei trasporti e della logistica, e Nidil, la categoria che tutela i lavoratori atipici e della gig economy.

Durante il presidio si sono alternati gli interventi dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali. Tra questi anche Livio Muratore, segretario generale di Filcams Cgil Varese, Luigi Liguori, segretario della Filt Cgil Varese e Jacopo Di Pierro di Nidil Cgil

«Serve un contratto nazionale»

«Oggi abbiamo proclamato una giornata nazionale di mobilitazione per i rider, i ciclofattorini che portano il cibo nelle case e negli uffici a tutte le ore», ha spiegato Marzia Pulvirenti di Nidil Cgil Varese. «L’obiettivo è farci sentire contemporaneamente in diverse piazze d’Italia per chiedere un contratto collettivo nazionale di lavoro. Oggi molti rider sono inquadrati come autonomi e non hanno ferie, indennità o disoccupazione».

Secondo il sindacato il contratto più vicino al tipo di attività svolta dai rider è quello della logistica, che garantirebbe maggiori tutele rispetto all’attuale inquadramento come lavoratori autonomi.

Generico 09 Mar 2026

Le difficoltà raccontate dai rider

Durante l’assemblea sono intervenuti anche alcuni rider che hanno raccontato le difficoltà quotidiane del lavoro sulle piattaforme.

«A volte ci mandano a fare consegne molto lontane, anche 8 o 10 chilometri, e per tutto il viaggio pagano tre o quattro euro», ha spiegato uno dei lavoratori presenti. «Tra andata e ritorno si fanno anche venti chilometri e alla fine il guadagno è minimo».

Un altro problema segnalato riguarda la comunicazione con le piattaforme e la gestione degli account. «Se c’è un problema spesso non rispondono. E a volte capita che l’account venga bloccato senza spiegazioni», ha raccontato un rider. «È successo anche a me: mi sono accorto che non potevo più lavorare, ma non avevo ricevuto nessun avviso».

Le richieste dei sindacati

«Da tempo seguiamo l’evoluzione delle condizioni di lavoro dei rider e quello che ci raccontano è una situazione molto pesante, sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello del pagamento e dei diritti base», ha spiegato Stefania Filetti, segretaria generale della Cgil di Varese. «Parliamo di diritti come la malattia, l’infortunio e tutte quelle tutele che un contratto nazionale può garantire».

Secondo la Cgil, l’applicazione di un contratto collettivo nazionale permetterebbe di garantire maggiori diritti e una tutela più chiara a lavoratori che spesso operano anche in condizioni meteo difficili.

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Pubblicato il 14 Marzo 2026
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