Ma il progetto non piace a tutti

Laveno Mombello - Il Centro Sinistra non gradisce il progetto Per il consigliere regionale Martina si tratta di pura speculazione ai limiti della legalità

Il consiglio comunale di questa sera rappresenta una tappa importante, come lo fu la seduta del febbraio del 2001 in cui il complesso nel piano regolatore passò da particolareggiato a piano di recupero. Una procedura semplificata che presenta meno vincoli e norme tecniche da rispettare come fecero notare allora i consiglieri di minoranza del Centro Sinistra che votarono contro. Contro questo progetto saranno anche questa sera. “Un albergo, un residence e tanti, tanti appartamenti…per chi e a quale costo” questo il testo del volantino diffuso a Laveno sabato pomeriggio e con cui i militanti della forza politica hanno invitato i cittadini a partecipare al consiglio comunale. Ma sulla questione promette battaglia anche il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Giovanni Martina. Non usa mezzi termini nel definire il progetto una colata di cemento di 55mila metri cubi che sta per abbattersi su uno dei più caratteristici scorci del Golfo. «Uno scempio simile anni fa fu fermato grazie all’intervento della magistratura, ma nonostante ciò l’amministrazione leghista oggi lo ripropone pressoché negli stessi termini, al limite della legalità» scrive in una nota. Limite della legalità? La procedura semplificata adottata dal comune, stando alle spiegazioni di Martina, non sarebbe applicabile nel momento in cui si ipotizza la completa demolizione dell’esistente come invece succederà in questo caso. Irregolare sarebbe anche il calcolo delle altezze del complesso che sarebbero state calcolate su una strada interna al complesso, non ancora esistente, e non sulle vie De Angeli e S.MIchele come è previsto dal piano regolatore. Per il consigliere regionale sarebbe irregolare anche la realizzazione del rimessaggio delle barche, non computato nel calcolo volumetrico come prevede la legge. Mentre la realizzazione del parcheggio per i cittadini, dall’altra parte rispetto alle principali via con cui si accede al comune, aumenterebbe il traffico, anziché diminuirlo. Insomma per il consigliere del Prc non esistono vantaggi per i cittadini. In assenza di un progetto di riqualificazione complessivo, che comprenda oltre alla Lago, anche la ceramica del Ponte e della Verbano, i lavenesi potrebbero trovarsi un giorno nell’impossibilità di costruire case per i loro figli, per l’esaurimento della volumetria edificabile. «Siamo assolutamente contrari a tale disegno – dichiara ancora – che si configura una mera speculazione edilizia oggi sulla Lago, domani sulla Ponte e sulla Verbano, Laveno non ha bisogno di un enorme complesso alberghiero e residenziale, ma di una programmazione urbanistica, economica e ambientale del territorio, che tenga conto di un’idea di sviluppo sostenibile e compatibile e che valorizzi l’intera area e la qualità della vita dei cittadini».

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Pubblicato il 14 Gennaio 2002
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