Servizi sociali: aumenti rapina o semplici adeguamenti?
Aumentano i costi del Cse, dell'assistenza domiciliare e degli asili nido. Guerra di cifre tra maggioranza e opposizione
La tesi è semplice: per tenere ferme le tasse si alzano le tariffe dei servizi sociali. Altro che samaritani, dicono i consiglieri di centrosinistra, Ici, tarsu e compagnia bella sono state bloccate ma l’assistenza diventa a peso d’oro, senza che vi sia una strategia di intervento generale e un miglioramento della qualità. L’Ulivo reagisce con decisione alla presentazione del bilancio 2002. Lo fa con un intervento letto in aula da Laura Floris (foto), in cui si denuncia una politica "ottusa", che per incamerare 200 milioni di lire colpisce le tariffe in ambiti sensibili come l’assistenza domiciliare e soprattutto l’handicap. Per la maggioranza si tratta di aumenti di tariffe in linea con l’Ise, l’indicatore socio economico appena entrato in vigore per legge. «Niente affatto – rispondono gli ulivisti – i rincari ci sono, sono consistenti, e non riguardano solo i più abbienti ma anche chi guadagna poco più di un milione e mezzo di lire al mese».Vediamo allora i fatti. Per capirne di più bisogna andare a spulciare un documento circolato in questi giorni tra i consiglieri comunali dal titolo "Interventi tariffari nell’ambito dei servizi sociali". Il pacchetto di adeguamenti passa in commissione, due giorni fa, e viene approvato «a colpi di maggioranza», sostiene Floris. Ed ecco un esempio, l’assistenza domiciliare: il costo medio del servizio passa da 19.500 lire a 24.000 lire (al comune costa 28.200, cifra che scaturisce da un’analisi dei costi di appalto vinto da un privato, aumenti determinati anche dai nuovi parametri di professionalità richiesti). Facciamoci una domanda un po’ manichea: chi ci perde, i ricchi o i poveri? Gli aumenti sono scaglionati e coinvolgono, in proporzione tutte le fasce di reddito. La fascia A (che per una famiglia di 4 persone ha un tetto di reddito lordo di 21 milioni circa annuali) rimane esente. Per le altre fasce aumenti da 450 lire a 1800 lire l’ora (quest’ultimo riguarda la fascia F, oltre 47 milioni lordi per famiglia di 4 persone). Per il ceto medio gli aumenti ci sono, ma quanto pesano davvero? L’Ulivo contesta anche le rette degli asili nido. Qui gli aumenti riguardano solo i redditi alti. L’opposizione si scaglia contro la mancata redazione di un piano sull’aumento dei posti. La denuncia più forte di Laura Floris riguarda però il servizio per i 16 disabili Cse. Si passa da 23.000 lire forfetarie al mese per tutti, a costi che vanno dalle 45.200 della fascia C (31 milioni lordi annui per una famiglia di 4 persone) alle 271.200 della fascia E (42 milioni lordi annui per famiglia di 4 persone), a 497.200 lire per i più abbienti. Per l’assessorato bisogna però considerare gli aiuti derivati da assegni di accompagnamento e pensioni di invalidità. L’assessore Bongini (foto) si difende: «Sono adeguamenti che non colpiscono chi ha pochi soldi, le tariffe erano invariate dal 1994, non siamo andati a rubare nelle tasche dei cittadini». Dura risposta anche da Fabio Castano di An. «Sono aumenti che colpiscono chi ha redditi alti, vi preoccupate del vostro elettorato». Ma Laura Floris non desiste: «Questa maggioranza si deve vergognare, dicono che hanno colpito i ricchi, dimenticando che la fascia più alta per un nucleo di tre persone è di circa 40 milioni lordi, che corrispondono a un solo stipendio mensile di 1 milione e mezzo netto». |
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colpisce le tariffe in ambiti sensibili come l’assistenza domiciliare e soprattutto l’handicap. Per la maggioranza si tratta di aumenti di tariffe in linea con l’Ise, l’indicatore socio economico appena entrato in vigore per legge. «Niente affatto – rispondono gli ulivisti – i rincari ci sono, sono consistenti, e non riguardano solo i più abbienti ma anche chi guadagna poco più di un milione e mezzo di lire al mese».
L’assessore Bongini (foto) si difende: «Sono adeguamenti che non colpiscono chi ha pochi soldi, le tariffe erano invariate dal 1994, non siamo andati a rubare nelle tasche dei cittadini». Dura risposta anche da Fabio Castano di An. «Sono aumenti che colpiscono chi ha redditi alti, vi preoccupate del vostro elettorato». Ma Laura Floris non desiste: «Questa maggioranza si deve vergognare, dicono che hanno colpito i ricchi, dimenticando che la fascia più alta per un nucleo di tre persone è di circa 40 milioni lordi, che corrispondono a un solo stipendio mensile di 1 milione e mezzo netto».





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