Immigrazione: “perchè il governo sbaglia”
Varese – I motivi della protesta sindacale contro il disegno di legge Bossi-Fini in un convegno sul rapporto tra immigrazione e lavoro
Si è tenuto nel pomeriggio di oggi, mercoledì 13 febbraio alla Sala Polivalente della Nuova Urbanistica di piazza De Salvo – quartiere Bustecche – un convegno sull’immigrazione e il rapporto col mondo del lavoro. All’iniziativa erano presenti i vertici delle organizzazioni sindacali provinciali, oltre al presidente dell’ANOLF – Associazione nazionale oltre le frontiere Luigi Melica, e Alioune Gueye, del Dipartimento Nazionale CGIL Immigrati.
L’incontro è stato un’importante occasione per focalizzare la posizione del sindacato rispetto ai rapporti tra lavoro e immigrazione, messi in crisi dal disegno di legge Bossi-Fini che modificherà, se approvato in sede parlamentare, l’attuale legislazione sull’immigrazione, la Legge “Turco-Napolitano”. Ed è stato proprio Gueye a commentare le nuove disposizioni sull’immigrazione «come in contrasto con le principali disposizioni contenute nella Costituzione, in particolare con gli articoli 13 e 35, rispettivamente sulla libertà personale e sul rapporto di lavoro. Inoltre il disegno di legge Bossi-Fini è in contrasto norme relative alla carta dell’OIL, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, che nell’articolo 145 stabilisce che la perdita del permesso di soggiorno non può essere motivo di perdita del posto di lavoro, oltre che con numerose direttive comunitarie in materia di lavoro».
Ottima la partecipazione da parte dei sindacalisti presenti in sala. L’incontro è stato anche occasione per fare il punto della situazione tra le altre scelte che il governo vuole prendere in materia di diritti dei lavoratori, con le modifiche previste all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e in merito alla riforma scolastica: scelte che in entrambe i casi andrebbero a colpire in modo particolarmente forte i diritti dei lavoratori immigrati. «Con le scelte che il governo vorrebbe prendere in materia di libertà di licenziamento – sostiene Gueye – il lavoratori immigrato sarebbe ancor più esposto alla limitazione dei diritti, vista la posizione fortemente svantaggiosa che avrebbe di fronte al datore di lavoro. Questo incontro rientra nelle iniziative portate avanti dal sindacato a partire da settembre in tutto il Paese e che culmineranno con una manifestazione a Milano il prossimo 9 marzo».
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