La minoranza ribatte sul depuratore
Vergiate – Lega Nord e An rispondono al gruppo consiliare di maggioranza
Sulla questione del depuratore e sulle critiche mosse dal gruppo di maggioranza Uniti per Vergiate al modo di fare opposizione dei gruppi di minoranza, intervengono oggi i consiglieri della Lega Nord e Alleanza Nazionale. Rincarano la dose. «Sugli stessi problemi più volte evidenziati sarà nostra cura, se inascoltati dalla giunta denunciare ipotesi configurabili come reato alla magistratura». Una replica destinata forse a rinfocolare la polemica, nata da un articolo uscito su un quotidiano locale dove le minoranze denunciavano lo stato di degrado in cui versa il depuratore. “Vero” ha risposto la capogruppo di Uniti per Vergiate Elena Favaro, ma non è il modo di fare opposizione. Questo il malumore nel gruppo consiliare che sostiene l’amministrazione vergiatese guidata da Ilio Pansini.
Ma Paolo Tolu di An e Maurizio Buso della Lega insistono. «È sconcertante dovere ammettere che Uniti per Vergiate, non si sia ancora accorta della ormai cronica disfunzionalità dei servizi e della gestione del patrimonio comunale – scrivono in un comunicato congiunto – forse si tratta di un ulteriore disagio creato al loro interno in questi ultimi tempi o forse si tratta del tentativo di imbavagliare la voce del dissenso, una giusta opposizione contro la giunta di sinistra». E sulla questione dei modo di fare opposizione, aggiungono: «È falso attribuire all’opposizione la mancanza di un’azione costruttiva in seno al consiglio comunale, riteniamo ora più che mai, legittime le critiche mosse sulle effettive risorse economiche destinate alla costruzione del depuratore, spesa stimata di tre miliardi e mezzo; la sinistra confonde le previsioni di bilancio con l’effettivo degrado riscontrato sul depuratore e del pericolo della fogna a ciel sereno». È la giunta che non è in grado di recepire le critiche della minoranza, ribattono Tolu e Buso che alzano i toni:il dissenso sarà puntuale, anche al punto di ricorrere alla magistratura, come si diceva in apertura. «Chissà mai – concludono – che in democrazia nasca, se pur tardivo quel chiarimento di continuità politica e amministrativa quasi trentennale che ha dato poco alla collettività vergiatese».
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