La Lega torna all’antico e attacca l’ambulatorio per i cittadini stranieri

Il consiglieri regionale Giampiero Reguzzoni con sei domande esprime i suoi "crucci" per l'iniziativa della sanità varesina

Ci risiamo. La Lega torna all’attacco dell’iniziativa dell’Asl che prevede l’istituzione di un ambulatorio per i cittadini extracomunitari anche senza un regolare permesso di soggiorno. 

A levare la voce questa volta non sono i "duri" del Carroccio varesino, ma il consigliere regionale Giampiero Reguzzoni. Questi ha presentato un’interrogazione al Consiglio regionale in cui afferma: "Tutti sanno l’avversione che la Lega nutre per questo incredibile progetto ed è quindi inutile rimarcarlo. Pongo sei semplici domande all’intera collettività, in modo che tutti possano avere una maggiore conoscenza di ciò che qualcuno vorrebbe realizzare. Ecco i miei "crucci":
1) A che punto è la realizzazione del progetto?
2) L’immobile, dove dovrebbe svolgersi il servizio ambulatoriale, è di proprietà dell’Asl oppure è preso in affitto? In quest’ultimo caso vorremmo conoscere i costi.
3) Ci sarà del personale dell’Asl a svolgere dell’attività professionale?
4) I costi dell’intera attività saranno a carico dell’Asl?
5) Quali saranno i giorni e gli orari di apertura dell’ambulatorio?
6) Quali saranno i costi complessivi del servizio?

Ecco, – conclude il consigliere, – con sei risposte tutti potranno avere gli elementi per dare la valutazione più corretta del servizio. Ammesso che siano liberi da sentimenti di discriminazione nei confronti dei nostri cittadini…".

Il consigliere regionale nella sua interrogazione non spiega però ai cittadini che quanto disposto dall’Asl varesina risponde a un preciso impegno che la sanità regionale ha preso anche nei confronti dei cittadini "non regolari". 

Il direttore generale dell’Asl di Varese è sereno nel dare ancora un suo parere sulla questione: " Non capisco perché si faccia tanto baccano. La sanità regionale, anche per bocca del suo massimo esponente, l’Assessore Borsani, si è già espressa sulla questione. Tutti gli stranieri hanno diritto all’assistenza, anche gli irregolari. Anzi dirò di più, sono proprio loro, con patologie diverse dalle nostre che vanno tenuti sotto controllo medico. È in primo luogo una forma di tutela per i cittadini varesini. Comunque se ora la questione diventa anche politica saranno i politici a pronunciarsi. Io sono un funzionario e non faccio politica, eseguo con solerzia le direttive che la regione Lombardia dà in materia sanitaria". 

Benedettini si dice sicuro del buon lavoro che Varese sta predisponendo, ma ritiene anche che a questo punto sia necessario fare una valutazione serena del progetto, perché da un punto di vista sanitario questo è importante.
Una posizione che fa certamente merito al dinamismo del massimo dirigente sanitario locale. Purtroppo ancora una volta il miopismo e forse, anche qualcosa di peggio, non permette di vedere le cose con un po’ più di attenzione e di lungimiranza. Negare un problema non significa che questo non ci sia. A Varese nascono tanti bambini extracomunitari, meno della media nazionale, ma questa ormai è una realtà e a nulla servono gli ostracismi o i falsi "crucci" di qualche esponente del Carroccio. 

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Pubblicato il 07 Marzo 2002
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