«Alcuni esami d’urgenza hanno bisogno del medico in ospedale»
Gli esami di laboratorio dei tre presidi dell’Azienda Ospedaliera che riguardano l’urgenza analisi sono stati recentemente centralizzati; il comitato dell’ospedale di Saronno non è d’accordo con questa scelta
Il comitato per l’autonomia dell’ospedale di Saronno prosegue nella sua lotta per una migliore efficienza delle risorse. Ed è ormai dall’inizio dell’anno che, periodicamente, il comitato segnala alcuni problemi. Sotto accusa oggi è l’urgenza di alboratorio: «Dal mese di febbraio gli esami di laboratorio, che vengono effettuati dalle 20 alle 8 del mattino seguente, sono stati centralizzati» spiegano i rappresentanti del comitato.
In pratica, questo tipo di esami non viene più gestito da ogni singolo ospedale dell’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio (che comprende anche le strutture di Tradate e Saronno). Secondo il comitato «a turno, nei vari presidi, sono presenti un tecnico ed un medico che certifica gli esami effettuati in loco. I risultati vengono poi inviati via fax dalle postazioni dove è presente il tecnico. Non tutti gli esami possono però essere eseguiti dal tecnico di laboratorio, e alcuni necessitano dell’operato del medico».
Il Comitato dell’ospedale di Saronno avanza come esempio l’ipotesi del dubbio che il paziente abbia contratto una meningite. Per confermare o escludere la diagnosi vi è la necessità di esaminare il liquido cerebro spinale, ottenuto tramite puntura lombare. E fin qui tutto normale. «L’esame di questo liquido è di stretta competenza medica, pertanto se si è fortunati di avere fisicamente nello stesso presidio sia il paziente a rischio di questa patologia, che il medico deputato ad esaminare il liquido, tutto procede secondo i canoni dell’urgenza. Ma se ciò non dovesse accadere, la provetta contenente il liquido deve essere trasferita con l’autoambulanza nel presidio dove vi è il medico di turno. Il tempo che intercorre dall’invio del liquido alla risposta è risultato per l’ultimo caso, di cui si ha notizia, di oltre tre ore».
«Tutto questo deve far riflettere i nostri amministratori – concludono i rappresentanti del comitato – nel trovare altre risorse per poter risparmiare nella gestione, per esempio gestendo al meglio il budget per le consulenze esterne, e non in un settore come quello dell’urgenza dove la rapidità nel formulare la diagnosi è fondamentale per salvare la vita a chi si presenta nei nostri presidi».
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