Garze dimenticate e parole in libertà

Solo i periti potranno chiarire i dubbi sulla morte di Annunziata Russo

Parole in libertà per la vicenda della garza dimenticata nel sacco pericardico di una donna operata dagli specialisti del Circolo e deceduta un anno e mezzo dopo l’intervento.

Si è cominciato chiamando in causa il responsabile dell’équipe cardiochirurgica  “ dimessosi misteriosamente qualche mese dopo l’operazione “ come ha detto un autorevole giornalista  o semplicemente dimessosi, come hanno scritto i più con il risultato di far credere alla  grande fuga  di uno che sapeva di averla combinata grossa. Il cardiochirurgo lavora a Milano, è stimatissimo, se ne è andato da Varese avendo scelto altri sbocchi professionali.

Una confusa cronaca da Busto Arsizio sembra far intendere che la garza sia stata dimenticata nel cuore della donna perché per risparmiare quattrini i responsabili dell’ospedale non avrebbero migliorato le procedure di controllo. Affermazioni fuori luogo per non dire di peggio: nessun cardiochirurgo inizierebbe un intervento se non potesse contare su una équipe e una struttura in grado di garantire il massimo al paziente.

L’errore umano è sempre possibile, resta il fatto che un collaboratore del cardiochirurgo  ha lo specifico compito di introdurre e togliere le garze, sempre contandole accuratamente.

Abbiamo anche già detto nei giorni scorsi che si tratta di garze  radio opache, hanno un filo in acciaio che consente  di individuarle nel corso dei numerosi controlli radiografici postoperatori.

Ma è una garza quella che è stata trovata nel cuore della donna?

Potrebbe  infatti trattarsi di un tampone che a volte viene assorbito dai tessuti, a volte può non esserlo: un tampone che viene collocato di proposito, per necessità, dal cardiochirurgo ma che, essendo fatto per essere lasciato in loco, non genera problemi. E allora la donna potrebbe essere morta non a causa del tampone. E non è detto che del tragico evento sia  “responsabile” una garza dimenticata.

Oggi abbiamo una certezza: il dramma di una vita finita, quella di Annnunziata Russo, il grande dolore e la comprensibile reazione dei suoi familiari, le preoccupazioni dei sanitari e dei dirigenti dell’ospedale, lo sconcerto dei cittadini.

Oggi abbiamo tanti dubbi che solo i periti potranno chiarire.

Ci vorrà del tempo per sapere, meglio evitare allora parole in libertà.

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Pubblicato il 13 Aprile 2002
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