«Quale sindacato? Quello che lotta per solidarietà ed equità»
La risposta di Gianluigi Restelli della Cisl Varese alla lettera di un ex sindacalista
Riceviamo e pubblichiamo
Caro direttore, non è mia consuetudine rispondere a lettere altrui ma l’argomento sollevato nella lettera "quale sindacato per i lavoratori" stimola qualche puntualizzazione e chiedo quindi ospitalità, pur premettendo che il senso della citata lettera sarebbe stato più comprensibile se l’autore si fosse presentato con il ruolo svolto oggi e non con quello svolto oltre un decennio fa, anche perché ciò aiuterebbe i lettori a comprendere il senso di talune sue affermazioni.
Il consenso che il sindacato riscuote con le adesioni alle iniziative di mobilitazione intraprese nel confronto/scontro in atto con il Governo per la modifica dei provvedimenti in materia di mercato del lavoro, previdenza ecc. tenderebbero a dimostrare la capacità dello stesso sindacato di sapere ancora rappresentare bisogni e istanze dei lavoratori, anche oltre la propria base associativa.
Nelle piazze erano ben visibili, accanto ai lavoratori più anziani, giovani e donne, tutti uniti nell’affermare l’esigenza di più tutele nel mondo del lavoro che cambia.
Certo, la posizione del governo sull’art.18 rilancia una logica di "lotta di classe", perché la dignità delle persone non può restare fuori dai cancelli, i diritti non possono valere nella società ed essere negati nei luoghi di lavoro ed in questa difesa giustamente il sindacato può essere definito conservatore: ma non si può arretrare nella difesa delle persone!
Non so per altri, ma per la Cisl di Varese il trend di crescita organizzativa degli ultimi anni nei vari settori ( purtroppo sono ancora troppo pochi gli atipici e gli extracomunitari rispetto agli oltre 33500 iscritti) tenderebbe a dimostrare una capacità di saper rappresentare il vecchio ed il nuovo del mondo del lavoro, il saper offrire servizi adeguati ai bisogni.
Ciò non esclude l’esigenza di saper innovare modalità organizzative e proposte negoziali, più adeguate al nuovo contesto socio-economico, che mantengono nella contrattazione e nella concertazione il fulcro della propria azione e nell’autonomia dagli schieramenti politici la garanzia di continuare ad essere solo un sindacato basato sui valori della solidarietà, dell’equità, della democrazia e della partecipazione. Valori che motivano e giustificano il nostro senso di esistere e di agire perché il lavoro continui ad avere un valore e perché i lavoratori non siano ridotti ad essere considerati al pari di una merce qualsiasi in un mondo ridotto a mercato.
Gianluigi Restelli – Cisl Varese
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