Al Ponte di Vedano è emergenza
L'Olona è straripato e invaso i campi circostanti la tangenziale che porta alla folla di Malnate. Il ristorante "Luisun" chiede sacchi per la sabbia
Alle 17 e 30 l’Olona è già straripato e invaso i campi circostanti la tangenziale che porta alla folla di Malnate. Una macchina della polizia municipale blocca l’accesso in direzione Induno, troppo pericoloso. Il fiume non ha più un corso. Niente più curve e anse, solo acque limacciose che battono impetuose contro il piccolo ponte, trascinando con sé rami e detriti di ogni genere. A riparare il ristorante sul fiume rimane l’argine di destra. È in pietra, ed è stato tirato su da pochi anni, per volontà del magistrato del Po. I proprietari del "Luisun" si stanno già preparando, memori di quanto accadde nel 1995. (sopra: il Ponte di Vedano alle ore 16 e 30) Solo quindici giorni fa, quasi fosse un presagio, hanno fatto pressioni sulle autorità preposte perché pulissero il fiume a monte. Hanno già richiesto i sacchi vuoti, mentre la sabbia è stata depositata nel cortile. «Nessuno ci ha avvertiti dell’emergenza. Siamo preoccupati, noi abbiamo già provato cosa significa. Sette anni fa l’acqua nel cortile aveva raggiunto un metro e mezzo. Fu una notte terribile: il rombo delle acque che facevano tremare il ponte da una parte e la frana sulla Marcolina, con le fiamme, dall’altra, a causa della rottura di un deposito di carburante. Alcuni giorni dopo eravamo tutti dal dermatologo, con intossicazioni varie, anche da animali morti, ci dissero in ospedale. È da anni che diciamo che anziché alzare l’argine, bisognerebbe pulire il letto del fiume».
(sopra: i terreni in prossimità della tangenziale completamente allagati) |
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Alle 17 e 30 l’Olona è già straripato e invaso i campi circostanti la tangenziale che porta alla folla di Malnate. Una macchina della polizia municipale blocca l’accesso in direzione Induno, troppo pericoloso. Il fiume non ha più un corso. Niente più curve e anse, solo acque limacciose che battono impetuose contro il piccolo ponte, trascinando con sé rami e detriti di ogni genere. A riparare il ristorante sul fiume rimane l’argine di destra. È in pietra, ed è stato tirato su da pochi anni, per volontà del magistrato del Po. I proprietari del "Luisun" si stanno già preparando, memori di quanto accadde nel 1995.
Alla preoccupazione dei proprietari del "Luisun", si aggiunge anche la rabbia per un risarcimento adeguato mai arrivato.





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