È di Buguggiate l’uomo del Sahara

Si chiama Marino Zecchini ed è uno dei più grandi esperti del Sahara. Il governo tunisino gli ha affidato il progetto per un museo sul deserto

Una folgorazione avvenuta una ventina di anni fa. Casuale come tutte le folgorazioni. Da allora si divide tra il frenetico tran tran della sua vita d’imprenditore del nord e il silenzio del deserto del Sahara. Lui è Marino Zecchini, 59 anni, toscano di origine, trapiantato a Buguggiate. In Tunisia è una vera istituzione. La sua preparazione e la profonda conoscenza del deserto hanno indotto il ministero della Cultura tunisino ad affidargli un progetto importante: la realizzazione del museo del Sahara. «Tutto è nato – dice Zecchini – nel 1993 in occasione del Festival internazionale del Sahara. Un momento importante per tutto il mondo arabo e fu lì che prese corpo il progetto di un museo sul deserto. Un luogo dove saranno raccolti materiali che testimoniano gli eventi geologici, la situazione floro faunistica, la storia delle tradizioni culturali ed etniche del deserto». (sopra: il primo da sinistra è Marino Zecchini)

Il museo sarà allestito in un antico Ksar (fortificazione berbera) di Duirat,  testimonianza di una coraggiosa resistenza agli invasori provenienti dall’Est, e andrà a completare un progetto museale iniziato a Tatauoine, località in cui è già presente un piccolo museo etnologico. «Ciò che si vuole creare è un circuito di turismo culturale per dare risalto a luoghi magnifici, semisconosciuti, che sono tagliati fuori dagli itinerari turistici tradizionali. Al tempo stesso si vuole realizzare un punto di riferimento per storici e appassionati». Un percorso culturale itinerante che si snoda nel Sud della Tunisia, passando dalla costa alle dune del Sahara,  fino a raggiungere le oasi di montagna, caratterizzate dai ksour berberi. Il tutto reso ancor più accattivante dalla presenza di una serie di sorgenti calde, scoperte casualmente dall’uomo nelle sue perforazioni alla ricerca dell’oro nero. Marino Zecchini, con il figlio Massimo, ha scritto un libro dedicato a questo argomento dal titolo "Sahara Tunisino, guida ai pozzi e alle sorgenti", una pubblicazione  realizzata in collaborazione con il Centro studi e ricerche sahariane di Douz.

È affascinato dal rapporto con la gente del deserto. «Nel Sahara io riesco a realizzare i miei pensieri e i miei progetti perché il rapporto umano è privilegiato rispetto a tutto il resto e non sacrificato come avviene da noi. È un ambiente dove regna la pulizia morale, dove l’inganno è una cosa infantile, a volte ridicola. Il Sahara è un luogo assoluto in cui il trionfo della natura è totale, un luogo in cui la distanza tra l’”universo” e l’uomo è più vicina che altrove. Il Sahara è come un tempio in cui è indispensabile raccogliere il proprio spirito per aprirlo a nuovi orizzonti. Il deserto è un luogo in cui molti uomini, viaggiatori, poeti e mistici hanno cercato l’ispirazione  per la ricerca del senso della vita». 
Il Maghreb è un territorio vastissimo, di cui la Tunisia fa parte insieme a Marocco, Algeria, Tunisia, Libia e Mauritania. In arabo significa "luogo del tramonto" e le carovane, che provenivano dalla penisola araba, per raggiungerlo viaggiavano appunto nella direzione del tramonto del sole.
La stessa direzione che prenderà l’uomo del Sahara non appena andrà in pensione.


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Pubblicato il 30 Maggio 2002
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