Il comune apre le braccia ad anziani e disabili

In una conferenza stampa tenuta venerdì 24 maggio il comune ha presentato un piano di collaborazione e assistenza sociale per i più bisognosi

 

Il comune di Varese si mette al servizio del cittadino. L’amministrazione comunale, in un piano di politiche sociali, ha intenzione di attuare un programma di interventi nel campo dell’assistenza indirizzato alle persone più bisognose di aiuto e agli anziani. Il piano è denominato "Welfare locale" ed è stato espletato in tutti i suoi contenuti in una conferenza stampa in cui ha preso parte, oltre al sindaco Aldo Fumagalli, anche il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Il piano di intervento del comune si divide principalmente in quattro sezioni: "housing sociale", protezione sociale, assistenza domiciliare e sostegno alla famiglia.

Il primo punto del programma prevede la ristrutturazione e l’adattamento di alcuni alloggi da adibire alle persone anziane come abitazione. Gli immobili, di proprietà del comune, si trovano principalmente nel centro storico: un vantaggio per gli anziani che possono raggiungere le strutture e i servizi con comodità e senza sforzo.

Gli interventi di protezione sociale, che rientrano nel secondo punto del piano, assicurano al cittadino un servizio di teleassistenza, ossia un servizio di collegamento telefonico che offre assistenza, sicurezza, sostegno e soccorso ad anziani e disabili. Tutto ciò, dicono i promotori del piano, sarà attivo 24 ore su 24 e per tutti i giorni dell’anno. L’intervento, per ora, verrà promosso in via sperimentale, con oneri a carico dell’amministrazione a 150 anziani residenti in città, selezionati in base alla specificità di ogni singolo caso e alle problematiche di carattere socio economico.

La terza sezione, invece, pone come priorità l’assistenza domiciliare da parte di personale che si occupa della fornitura di servizi di supporto, quali la consegna di farmaci e documenti e l’affidamento di un assistente socio sanitario a tutti quei soggetti che hanno bisogno di aiuto e che presentano le maggiori difficoltà di muoversi da casa. Un ulteriore sostegno che potrà rendere contento gli anziani e i disabili, facendogli sentire maggiormente integrati nella vita sociale.

Infine il comune ha pensato di porre un forte sostegno ai nuclei famigliari. L’amministrazione in questo modo mette al centro delle politiche sociali la famiglia, intesa come soggetto sociale e risorsa della comunità a cui occorre garantire forme diversificate di sostegno. In tal senso il comune ha scelto di costituire un organismo di consultazione e di collaborazione, denominato "Consulta della famiglia". Asili nido, centri estivi, nidi famiglia, ma anche corsi di formazione per baby-sitter sono le prime attività che l’amministrazione si impegna di compiere per venire incontro alle esigenze famigliari. Tuttavia non solo la cura e la crescita dei bambini rientrano in questa parte del programma. Difatti per dare maggiore sostegno alle famiglie che vivono con una persona anziana, l’amministrazione ha pensato di contribuire con dei "buoni cura": contributi in denaro che serviranno ad ogni nucleo di mantenere nella propria casa la persona anziana stessa, evitando in questo modo il ricovero in una casa di riposo.

Il comune di Varese – ha affermato il ministro Maroni – rientra in un particolare "osservatorio", formato da 20 comuni, che attua attività a sostegno della famiglia e che pone interesse alle diverse problematiche sociali presenti sul territorio. Ora l’obiettivo del governo è di estendere questi piani di intervento al maggior numero di comuni possibile."

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Pubblicato il 24 Maggio 2002
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