Sei bimbi albanesi in cura all’Ospedale di Circolo

L'Azienda ospedaliera varesina ha aderito al progetto regionale di assistenza sanitaria ai minori albanesi. Cinque piccoli attendono un intervento nel reparto di Urologia pediatrica

Cinque bambini albanesi saranno curati e operati all’Ospedale di Circolo di Varese. Sono arrivati da Tirana lunedì sera, hanno già effettuato i primi esami di controllo e tra circa un mese potranno tornare nel proprio paese.
E’ questa l’iniziativa che vede coinvolta in prima persona l’azienda ospedaliera di Varese, che ha aderito a un progetto umanitario promosso dalla Regione Lombardia in collaborazione con l’associazione di volontariato Aispo, legata all’ospedale San Raffaele di Milano. La collaborazione del nostro ospedale, interpellato per gli interventi di urologia pediatrica, rientra nel progetto di assistenza sanitaria ai minori albanesi denominato "Bambini di Madre Teresa in Albania".
I bambini di cui tre maschi e due femmine dagli otto mesi agli otto anni, sono ricoverati nei reparti di Urologia e di Pediatria dell’ospedale e sono accompagnati dalle rispettive madri e da un medico albanese, che alloggeranno invece presso il Collegio De Filippi di Varese.

I bambini, che sono stati selezionati tra quelli più bisognosi da una delegazione di medici specialisti inviata a Tirana dalla Regione Lombardia, presentano patologie e malformazioni, alcune piuttosto complesse, dal punto di vista urologico. che non potevano essere operate in Albania. In alcuni casi i piccoli hanno già subito in passato delle operazioni che non sono andate a buon fine e altri non sono mai stati operati, e tutti necessitano di interventi ricostruttivi alle vie urinarie e all’apparato genitale, che verranno effettuati dal responsabile della sezione di Urologia pediatrica del Circolo Giannantonio Manzoni.
"Fa molto piacere che la regione Lombardia ci abbia scelto come Centro di Urologia pediatrica adatto ad aderire a questo progetto. – spiega Giannantonio Manzoni – E’ un riconoscimento importante a livello regionale e non può che procurarci soddisfazione. Personalmente sono stato già altre cinque volte a Tirana per curare i bambini affetti da questi problemi e ho una certa esperienza in questo campo. 
Ma la cosa più importante da sottolineare è che verrà data a questi bambini la possibilità di crescere in  modo normale dal punto di vista fisico, senza i problemi psicologici che altrimenti le loro malattie comporterebbero. Inoltre offriamo la possibilità a un medico albanese, in questo caso Dritan Alushani, chirurgo pediatra all’università di Tirana, di imparare nuove tecniche operatorie, con diversi strumenti e materiali, per essere autosufficiente nel proprio paese ed essere poi in grado di affrontare certe problematiche, potendo assistere tutti i bambini che hanno questo tipo di problema".

La preziosa collaborazione tra la sezione di Urologia pediatrica e il Polo materno infantile del Circolo prosegue già dal lontano 1979 e non è la prima volta che il reparto di Urologia partecipa a progetti di assistenza umanitaria: in passato è stato fatto con la Somalia, sempre attraverso la Regione Lombardia e ancora con l’Albania, ma in modo autonomo.
I bambini presenti nel nostro ospedale e le loro mamme, che si considerano fortunate per la sorte dei loro figli, si sono bene inseriti all’interno dell’ospedale nonostante la diversità della lingua e sono già stati sottoposti ad alcuni esami diagnostici. Il primo intervento, per mano del dottor Manzoni, è previsto per venerdì. Il tempo di permanenza per tutti i bambini, tra operazione e monitoraggio postoperatorio, è previsto per circa un mese, dopodiché potranno fare ritorno alle proprie case.

Loredana Sbrana

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Pubblicato il 08 Maggio 2002
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