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La loro età media è di 8 anni e mezzo. Il 52,7% sono di sesso maschile. Sono quasi tutti italiani con la mamma del nord e il papà del sud. Per il 35% di loro le violenze sono state multiple e il 7,3% ha subito abusi sessuali. Dati agghiaccianti, che anche nell’aridità delle cifre nascondono un fenomeno inquietante. A rilevarli è l’Asl attraverso la sua rete di servizi. E si parla solo del 2000. «Il dato è molto più diffuso di quanto mi aspettassi», ammette Sara Arduini, sostituto Procuratore della repubblica, incaricata di seguire i casi di maltrattamento sui minori. A questo panorama di per se inquietante si aggiunge un problema molto serio che è il rapporto con la Giustizia. Da oggi Asl e Procura hanno sottoscritto un protocollo che ha lo "scopo di dare ai minori la possibilità di avere accanto, durante l’audizione protetta, del personale formato in modo specifico, che possa garantire al minore un sostegno per affrontare un momento così delicato".
È un accordo importante, il primo nel suo genere ed è quindi evidente la soddisfazione di chi lo ha sottoscritto. Sara Arduini ritiene che "il protocollo permetterà di lavorare meglio sia rispetto al minore che per le indagini". Concretamente l’Asl fornirà al Tribunale un’équipe di professionisti che potranno supportare il lavoro giudiziario assumendosi loro l’impegno di gestire il rapporto con il minore. Il direttore generale dell’Asl ha messo bene in rilievo il peso di tale accordo. «L’audizione, la testimonianza di un bambino che ha subito un abuso è spesso determinante per la Magistratura e per l’esito del processo, ma non deve essere un evento traumatico che si somma al trauma subito. Entrare nell’aula di un Tribunale ed essere interrogati durante un processo in veste di testimoni risulta spesso ansiogeno per una persona adulta, possiamo quindi quanto lo sia per un bambino che ha subito un trauma così devastante e destrutturante quale è l’abuso sessuale; poterlo ascoltare, consentire che a raccogliere la sua testimonianza sia personale specializzato, che sa porre domande in modo corretto e comprensibile al minore, è un intervento di tutela nel rispetto dei suoi diritti già così drammaticamente violati». L’accordo ha tra i suoi protagonisti anche il Procuratore Giovanni Pierantozzi e la dottoressa Cinzia Tagliaferro coordinatrice del progetto per l’Asl.
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