Aci: auto in aumento, nuove strutture o è la paralisi

I vertici dell'automobile club cittadino spiegano gli interventi chiesti al governo e alle amministrazioni locali. Tangenziali e incremento del trasporto pubblico le ricette per Varese

«Se mettessimo in coda nello stesso istante tutte le auto presenti in Italia, si formerebbe una serpentone di quattro corsie lungo quanto l’intera rete autostradale, dalle Alpi alla Sicilia». E’ con questo dato che il presidente dall’Aci varesino, Renato Morando ha presentato nella giornata di oggi il rapporto Aci Censis 2002, frutto della ricerca sulla situazione relativa al traffico e alle auto presenti nel nostro paese. Il mercato d’auto, oramai saturo, presenta a livello nazionale un incremento di 4,3 milioni di vetture negli ultimi sei anni portando un rapporto abitanti/auto oramai prossimo ad una vettura per automobilista. A fronte di questa situazione negli ultimi trent’anni gli investimenti in infrastrutture urbane sono risultati inferiori di circa la metà rispetto a quelli realizzati mediamente in Europa. Stessa situazione che, in proporzione si verifica a Varese: nella provincia le auto circolanti sono 600.000 con una rete stradale ferma. «A livello provinciale come statale mancano le strade per sopportare questa situazione – ha affermato l’avvocato Francesco Ogliari, anch’esso presente all’incontro. Per Varese le carte vincenti sono la creazione delle tangenziali e il potenziamento della rete di corsie preferenziali da dedicare ai mezzi pubblici. Varese inoltre ha due ferrovie che portarono la città all’avanguardia in passato me che oggi vedono i tempi di percorrenza ancora fermi, se non aumentati, rispetto a quelli d’inizio secolo». 

Questa situazione, denunciata anche nel corso della cinquantottesima conferenza del traffico e della circolazione avvenuta a Riva del Garda nello scorso aprile l’Aci ha inviato questa mattina al governo e alle istituzioni locali una mozione per prendere provvedimenti immediati soprattutto rispetto alla situazione creatasi nelle aree urbane. In pratica, nel documento, una misura su cui il Club vuole fare leva è rappresentata dalla programmazione delle opere da compiere – vedi pedemontane e auotstrade e tangenziali – in modo da armonizzare le scelte tra le istituzioni. Anche a livello locale l’Aci chiede alle amministrazioni l’attuazione dei Piani Urbani del Traffico (Put) e dei Piani urbani della Mobilità (Pum).  Oltre all’incentivazione del trasporto pubblico su ferro, un’altra misura sollecitata consiste nell’esenzione dall’iva le tariffe di sosta su strada per utilizzare i relativi proventi e il gettito delle contravvenzioni destinandone il 50% alla realizzazione di nuove infrastrutture e il restante 50% al trasporto collettivo.


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Pubblicato il 19 Luglio 2002
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