Brasile chiama: Insubria risponde

L’Università chiamata a risanare l’ambiente in Brasile

Riceviamo e pubblichiamo

La dinamica università varesina si fregia di un altro riconoscimento. Il Ministero degli Affari Esteri ha inserito l’Università dell’Insubria in un pool di tre atenei italiani (Roma "Tor Vergata", Pavia e appunto Insubria) che, con il finanziamento del Governo italiano, dovrà sviluppare una ricerca applicata capace di individuare un processo di depurazione dei liquami appropriato alla realtà climatica, economica e sanitaria delle piccole comunità brasiliane.

Il Prof. Roberto Valvassori, Preside della Facoltà di Scienze MM FF NN di Varese, parteciperà, assieme al Prof. Giordano Urbini, massimo esperto italiano di Ingegneria Ambientale, al comitato di coordinamento della ricerca che vedrà impegnate diverse competenze scientifiche dell’ateneo varesino, sia del campo naturalistico-ambientale, sia del campo medico.

Il Rettore Prof. Renzo Dionigi non nasconde la propria soddisfazione: "Ci sentiamo onorati di questo prestigioso riconoscimento che va a premiare l’obiettivo dell’eccellenza della qualità della didattica e della ricerca portato avanti assiduamente in questi anni nel nostro ateneo e che ci incentiva a proseguire su questa strada. Ancorché giovane, l’Università dell’Insubria si dimostra sempre più all’ altezza per svolgere un ruolo trainante nello sviluppo socio-economico del territorio e della società civile."

Il progetto di ricerca sarà sviluppato nel corso de1 2002, con proseguimento ne1 2003, presso la Baia di Camamù, nello Stato di Bahia.

Questa baia, ancora sconosciuta al turismo di massa, ma non al turismo ecologico, è un sito di grande importanza naturalistica, sia per la riproduzione spontanea di specie marine e per l’ allevamento commerciale di crostacei, sia per le colture vegetali dell’ entroterra, quali canne1la, cravo d’India, cacao, cocco e dendè (palma da olio per l’industria automobilistica, siderurgica e alimentare ). La stessa area è inoltre importante per la fabbricazione di barche tradizionali in legno per la pesca e il diporto.

Attualmente l’equilibrio ecologico della baia è seriamente compromesso per le rilevanti e crescenti forme di inquinamento da liquami civili, poiché mancano le infrastrutture fognarie e di depurazione al servizio delle numerose piccole comunità che la abitano.

Da qui la necessita e l’urgenza di intervenire in modo appropriato alle particolarità socio-economiche e ambientali del sito, adottando sistemi di trattamento delle acque a basso costo e a basso consumo energetico .

Pertanto il progetto di ricerca che si porterà avanti sarà imperniato sul trattamento dei ref1ui con processi di "Ingegneria Naturalistica".

La ricerca cade in un momento particolare per la sanità brasiliana poiché proprio ad inizio 2002 si e sviluppata in Brasile la più seria epidemia di "dengue" determinata dallo sviluppo anomalo di "mosquitos" (Aedes aegypti) portatori di un virus che determina stati febbrili, in alcuni casi emorragici, che conducono anche alla morte del soggetto umano infettato. Tali mosquitos si sviluppano essenzialmente sulla superficie di acque stagnanti.

Pertanto, afferma il Rettore Dionigi, "la ricerca nella sua impostazione dovrà essere attentamente valutata con il concorso di una equipe di esperti capaci di considerare anche questo nuova esigenza di tutela della salute umana".

Per questa ragione sono coinvolte università con particolari valenze disciplinari: l’Università di Roma (Ingegneria Sanitaria-Ambientale-Idraulica-Geologia); l’Università di Pavia (Ingegneria Sanitaria-Ambientale-Ecologica-Chimica); l’Università dell’Insubria (Scienze naturali, Biologia, Ecologia, Medicina). Queste tre università italiane potranno contare sulla collaborazione locale, in Brasile, dell’UFBA-Università Federale di Salvador, Bahia.

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Pubblicato il 18 Luglio 2002
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