Ex Lazzaroni, la Giunta non fa marcia indietro

Nel prossimo consiglio comunale la decisione del consiglio contro il grande Centro relazionale familiare; a ottobre la prima udienza del Tar

L’amministrazione uboldese di centrosinistra sembra decisa a non acconsentire alla realizzazione del grande centro relazionare familiare proposto da privati nell’area Ex Lazzaroni. Nel prossimo consiglio comunale, infatti, l’Amministrazione metterà all’ordine del giorno la revoca delle delibere che permetterebbero il cambio di destinazione dell’area, ovvero il passaggio da industriale a commerciale, necessario per il via libera al progetto. 
I documenti erano stati avviati dalla passata amministrazione leghista, ma la prosecuzione degli stessi avrebbe bisogno di un’ulteriore approvazione. Cosa che non vuole fare l’attuale amministrazione di centrosinistra che della lotta contro il grande centro commerciale ha fatto il proprio cavallo di battaglia della campagna elettorale di sei mesi fa.

L’annosa questione dell’area ex Lazzaroni si protrae ormai da un anno, da quando l’opinione pubblica era venuta a conoscenza del progetto. Oggi, l’area in questione, nel piano regolatore è a destinazione "industriale" e servirebbe l’approvazione del cambio di destinazione in "commerciale" per permettere la costruzione del grande centro. Per fare ciò l’Aries 2000 ha proposto anche che oltre 20 miliardi di vecchie lire, venissero messe a disposizione per la sistemazione del nodo viabilistico all’ingresso di Saronno. I progetti però non sono mai piaciuti al centrosinistra che ha sempre visto nella costruzione un pericolo per l’integrità del territorio.

La revoca delle delibere che permetterebbero il cambio di destinazione, era già state presentata in consiglio comunale prima dell’estate. Ma il sindaco Mario Piazza, che guida la colazione di centrosinistra, le aveva ritirate in seguito alla diffida da parte di Aries 2000. Diffida nella quale veniva specificato che si sarebbe passati a un ingente richiesta di risarcimento danni in caso di ritiro. Piazza si è così preso del tempo per controllare meglio i documenti.
A giorni il consiglio comunale con la revoca delle delibere in questione. Ciò potrebbe chiudere qualsiasi discorso per il grande Centro relazionale familiare. Non si conoscono ancora le motivazioni del centrosinistra, ma resta il fatto che già prima dell’estate l’Aries 2000 si è rivolta al Tar per essere stata costretta a tenere fermo il terreno per oltre un anno. Da qui la richiesta di risarcimento danni nei confronti del comune. La prima udienza è prevista per i primi di ottobre, mentre il consiglio comunale con la revoca delle delibere e le motivazioni del centrosinistra è in programma per venerdì prossimo.


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Pubblicato il 17 Settembre 2002
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