Protesta al liceo classico No al distaccamento alla Vidoletti

Questa mattina la V H e la V I non sono entrati in classe, manifestando contro la decisione della direzione scolastica di trasferirli per il secondo anno consecutivo fuori sede

E’ suonata oggi la campanella anche per il Liceo Classico Cairoli di Varese. Un primo giorno di scuola non proprio dei più tranquilli: la giornata infatti è coincisa con lo sciopero di un’ora degli insegnanti e con la protesta di alcuni studenti del Ginnasio. Se tutti i ragazzi questa mattina hanno preso posto nei loro banchi, all’appello mancavano due classi, la quinta H e la quinta I, che per il secondo anno consecutivo si sono visti relegare in un distaccamento della sede centrale e per di più, quest’anno nella scuola media Vidoletti di Masnago.
I ragazzi delle due classi si sono dunque presentati stamane nel cortile del liceo classico in via XXV aprile, anziché alla Vidoletti, per mostrare il loro dissenso a una scelta della direzione scolastica  ingiusta e lì hanno atteso finché non sono stati ricevuti a colloquio con il vicepreside Gianangelo Taverna.
<<E’ una cosa inaccettabile, – spiegano i ragazzi della V I – dopo che l’anno scorso lo stesso preside, Aldo Fumagalli, ci aveva promesso che saremmo tornati in sede e che quest’anno il distaccamento lo avrebbe fatto un’altra classe.
E’ il secondo anno di seguito che tocca a noi e non ci sembra giusto, ci sono altre nove quarte ginnasio che potrebbero alternarsi nel distaccamento, perché sempre noi? Ci sentiamo penalizzati. E poi alla Vidoletti, per lo meno l’anno scorso eravamo alle Magistrali, comunque vicino alla sede e ai servizi della scuola. Ora invece siamo lontano da tutto e da tutti e per di più insieme a ragazzi delle scuole medie>>.
I ragazzi, accompagnati da alcuni genitori, sono poi finalmente stati ricevuti dal vicepreside, che per ora li ha liquidati – spiega Valeria, rappresentante della V I – <<dicendo che la decisione presa non era compito suo, non dipendeva da lui, ma che ora è impossibile cambiare le cose>>.
Una grande delusione regnava oggi tra i ragazzi delle quinte, che hanno visto promesse e speranze svanire nel nulla.
<<Lo scorso anno – spiega Micaela della V I – abbiamo girato tre distaccamenti, prima di una sede , per così dire definitiva, un mese presso l’Educandato in centro, un mese nell’aula cosiddetta "bunker" del liceo classico, piccolissima e senza finestre e poi il Magistrali. Non vi sembra che abbiamo già avuto abbastanza disagi? E anche quest’anno, in una scuola ancora più lontana? Molti di noi arrivano da lontano con treni e pullman e hanno scelto il Cairoli anche per la comodità. Ora bisognerà prendere un autobus in più per andare a Masnago, fare un altro abbonamento e impiegare, per alcuni, anche de ore per raggiungere la scuola e tornare a casa. Non è giusto>>.
<<I ragazzi che frequentano lo scientifico lo hanno fatto per scelta, noi non vogliamo farlo per obbligo – afferma un’altra ragazza.
<<Alcuni ragazzi hanno anche i fratelli che frequentano il classico – spiega Valentina della V I – ma alcuni saranno divisi, chi in sede, chi alla Vidoletti, cosa che porterà un disagio ai genitori che li devono accompagnare. Chi sceglie una scuola lo fa anche in base alle proprie esigenze e per avere meno disagi possibile. Il cambiamento di una sede è importantissimo, avrebbero dovuto avvisare per tempo o dirlo prima che una persona si iscrivesse, non dirlo soltanto mercoledì scorso a conti fatti>>.

Nel nuovo distaccamento alla scuola Vidoletti è stato trasferito tutto il biennio delle sezioni H e I, cioè due quarte e due quinte, che domani torneranno in classe, ma promettono a breve altre azioni. 
Intanto anche i genitori si sono mossi a riguardo con una lettera che appoggia la protesta dei ragazzi, indirizzata agli organi competenti e alla stampa, in cui sottolineano, oltre ai problemi logistici, "l’assoluto disinteresse delle istituzioni proprio per i protagonisti di questa vicenda, i ragazzi, che si troverebbero a frequentare un ambiente che non è più il loro. È senza dubbio demotivante trovarsi a frequentare il quinto ginnasio tra ragazzi che hanno altri problemi di didattica e di programmi, un diverso raffronto, diversi interessi anche extra-scolastici, etc… A livello psicologico, – affermano – anziché essere proiettati verso il futuro, anziché trovarsi tra gente che è prossima agli studi universitari, i nostri ragazzi, percependo assolutamente un disagio, si ritrovano a guardare al tempo già per loro trascorso".


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Pubblicato il 10 Settembre 2002
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