|
"Siamo anche noi come Arcumeggia!". Oppure, con rassegnazione: "Io cambio residenza". Ancora: "bello, ma…che vuol dire?". Sono questi i ricorrenti commenti dei cittadini e villeggianti di Orino, neppure mille abitanti abbarbicati alle pendici del Campo dei Fiori, che domenica scorsa hanno partecipato alla manifestazione "Orino borgo d’arte" promossa da comune e Comunità Montana. Quattro opere d’arte contemporanea sono state difatti posate in alcuni tra i più caratteristici scorci del paese, non senza destare stupore, curiosità e qualche sorriso per la complessità dei lavori di cinque artisti della zona. In particolare, la cerimonia che ha visto la presenza dello stesso sindaco Clivio Dario si è tenuta alle 15 di un’assolata giornata di fine agosto, che ha fatto assaporare la suspense a quanti volevano vedere coi loro occhi come le sculture e le installazioni d’arte si sarebbero combinate col paesaggio.
E la manifestazione è riuscita, grazie allo spettacolo delle opere e, appunto, a quello rappresentato dai variegati commenti degli astanti. Le opere. Si va da "penetrazione", un lavoro in acciaio e legno – forse il più discusso per la sua composizione – di Enzo Lucenz posato nella centralissima piazza della chiesa, a "buco nero", una scultura metallica che ricorda una meridiana realizzata dai giovani artisti Enzo Capozza e Maria Rita Fedeli. Le rimanenti opere sono state installate in altre due vie del centro storico. Si tratta di "c’era una volta il mare" rilievo in ferro e ottone ossidato di Anny Ferrario, ed "esplosione", un’opera anch’essa posata su di un muro e composta da terracotta e ossidi, realizzata da Giorgio Robustelli. Le opere rappresentano l’inizio di un primo percorso d’arte che ha di fatto incoronato Orino come "borgo d’arte" visto che i lavori degli artisti compongono una sorta di mostra permanente tra le vie del centro storico. Molti i curiosi che hanno affollato i viottoli con un via vai degno di una processione, protrattosi fino a sera. Unica pecca, l’assenza di spiegazioni offerte dagli stessi artisti rispetto alle opere e alla loro genesi, assenza che verrà colmata con la prossima edizione di questa manifestazione che il sindaco ha promesso di voler realizzare anche l’anno prossimo, così da arricchire il panorama artistico del neonato borgo d’arte.
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.