Artigianato: non c’è ripresa

L’indagine congiunturale svolta sul trimestre luglio - settembre 2002 dall’Associazione Artigiani della Provincia di Varese evidenzia il permanere di una situazione di sofferenza che coinvolge quasi tutti i settori

Riceviamo e pubblichiamo

L’indagine congiunturale svolta sul trimestre luglio – settembre 2002 evidenzia il permanere di una situazione di sofferenza che coinvolge quasi tutti i settori. I dati statistici elaborati mostrano che il decremento produttivo visto nel primo semestre ha subito un rallentamento nel trimestre estivo. Cali produttivi fisiologici collegati al periodo di chiusura. Diminuisce il portafoglio ordini e aumenta un senso di incertezza diffusa che rischia di appiattire il mercato del lavoro. Molte aziende ammettono l’impossibilità di programmare l’attività (in media la produzione è assicurata per non più di 3 o 4 settimane) e ciò impedisce alle stesse di pianificare gli investimenti e di assumere nuova manodopera.

La meccanica, ancora una volta, sta vivendo un periodo non particolarmente felice, così come il tessile/abbigliamento (colpite, soprattutto, le confezioni conto terzi) e le imprese alimentari di entrambe le tipologie dimensionali. Le aziende della plastica, chimica ed elettronica non hanno arretrato i livelli produttivi, mentre grafica – carta e legno confermano il raggiungimento di una certa stabilità. Rispetto alla precedente analisi congiunturale, le imprese che hanno registrato stabilità produttiva, nel periodo luglio – settembre 2002, sono salite al 62,50 % (+ 8,75%), mentre hanno dichiarato aumenti solo il 3,12% (- 12,43%). I casi di criticità sono saliti al 34,37% (- 3,74%).

L’impiego delle attrezzature e degli impianti si avvicina al 70% e il maggior sfruttamento delle potenzialità aziendali si registra nelle strutture sopra ai 5 addetti: la grafica registra un 83,75%, mentre la meccanica perde il primato con l’82,19%. La performance peggiore spetta all’elettronica con il 57,50%. Solo il 2,50% degli intervistati sostiene di aver diminuito i prezzi in listino. Il decremento degli occupati è pari allo 0,73%. La maggiore reattività del mercato del lavoro si registra ancora una volta nel settore della meccanica. Il clima di incertezza emerge dalle variazioni, anche se minime, rilevate rispetto ai dati sull’esposizione bancaria: il 2,50% delle aziende dichiara di avere aumentato il livello di esposizione mentre scende al 61,25% la percentuale di aziende che comunica di non avere alcuna esposizione bancaria.

Per il IV° trimestre del 2002 si prevede una diminuzione di stabilità e un aumento sia delle tendenze positive che negative: il 66,25% del campione prevede stabilità; il 17,49% miglioramenti produttivi; il 16,25% si dice pessimista. La crisi della Fiat è da considerarsi, senza dubbio, un elemento di preoccupazione per molte aziende del settore meccanico che gravitano nell’indotto dell’auto.

<Purtroppo ci ritroviamo a dover fare i conti con una situazione difficile – afferma Giorgio Merletti, Presidente dell’Associazione Artigiani – che non potrà essere risolta con la sola forza della piccola imprenditoria. Ecco perché l’artigianato continua a riporre le sue speranze nella Finanziaria 2003 chiedendo al Governo interventi riguardanti la sburocratizzazione, la riduzione della pressione fiscale, il sostegno alle esportazioni, l’estensione della legge 488 ad Artigiancassa e l’immediata approvazione della legge sui Consorzi Fidi. Strumenti di supporto alle imprese dai quali, anche a livello locale, non si può prescindere: a partire dal miglioramento dell’efficienza e della qualità dei servizi per le famiglie e il sistema produttivo>.

ANALISI PER SETTORE.

MECCANICA: L’analisi compiuta sul III° trimestre mostra il prolungarsi del momento di appannamento delle aziende meccaniche. Tuttavia il pesante arretramento dei trimestri precedenti sembra essersi arrestato, nonostante i presagi non certo favorevoli per i prossimi mesi. Sul piano occupazionale si rileva un incremento intorno allo 0,80%. Le aziende evidenziano la difficoltà di programmare la produzione.

ELETTRONICA: il settore presenta situazioni di difficoltà ma anche segnali di ripresa. Nessuna azienda del campione ha comunicato di aver avuto incrementi rispetto al trimestre precedente. In calo la percentuale d’utilizzo degli impianti; in flessione i livelli occupazionali (-1,65%).

TESSILE: la crisi non sembra abbandonare il comparto che lamenta uno stallo produttivo soprattutto nelle aziende del conto terzi e nei ricamifici, che denunciano la concorrenza sleale dei laboratori clandestini e il decentramento produttivo verso l’est europeo. Si avverte una maggiore sofferenza nelle aziende meno strutturate; l’andamento occupazionale registra una sensibile diminuzione.

LEGNO: IL settore opera in una fase di sostanziale stabilità. I dati offrono un quadro sufficientemente chiaro della situazione: il 90% delle aziende fino a 5 addetti evidenzia stabilità nella produzione rispetto al II° trimestre 2002, mentre il campione delle aziende di maggiori dimensioni si divide fra stabilità e aumenti. In calo l’indice occupazionale (- 2%).

* GRAFICA – CARTA: le aziende più piccole registrano una sostanziale stabilità produttiva. Il campione delle microaziende presenta infine una situazione ben diversa con un 75% di stabilità e un 25% di incrementi. La percentuale di utilizzo degli impianti e delle attrezzature supera il 78%. L’occupazione non denuncia variazioni.

* ALIMENTARE: i dati confermano la crisi mostrata dal comparto da oltre un anno. Le imprese di entrambe le tipologie dimensionali avvertono pesanti decrementi produttivi (oltre l’80%) rispetto al II° trimestre 2002. In questa rilevazione l’utilizzo delle attrezzature è sceso al 65%, mentre non si registrano variazioni a livello occupazionale.

* PLASTICA – GOMMA: situazione di sofferenza da parte del comparto che, tuttavia, non sembra arretrare rispetto alle precedenti rilevazioni. Il 60% delle imprese fino a 5 addetti segnala stabilità, mentre il resto del campione si divide equamente fra incrementi e decrementi. In naturale diminuzione appare il grado di utilizzo impianti ed attrezzature (78% per le piccole e per le grandi), così come il livello occupazionale.

* CHIMICA E VARIE: non è ancora soddisfacente il trend produttivo evidenziato dalle imprese in questo periodo. Nel confronto con il III° trimestre 2001 il campione delle aziende sopra i 5 addetti si divide equamente fra incrementi, decrementi e stabilità. L’utilizzo impianti è ancorato a una media bassa del 60%; invariati gli indici occupazionali.

 

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Pubblicato il 23 Ottobre 2002
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