Frana sulla statale, fermi i lavori per le gallerie paramassi

La preoccupazione per l’andamento dei lavori spettanti all’Anas da parte del vicesindaco Fabio Passera: «Alle promesse, come al solito, non seguono i fatti»

Ci risiamo. Un’altra storia di quelle all’italiana, dove si interviene sempre all’ultimo momento e a cose fatte. Ad andarci di mezzo, come al solito, i cittadini. La scorsa primavera, come si ricorderà, le frane sulla statale 394 tra Colmegna e Maccagno fermarono per ben due volte le comunicazioni tra l’Italia e la Svizzera in quel tratto, costringendo i viaggiatori a servirsi di corse extra con traghetti da e verso Luino o a fare un lunghissimo giro dal Monte Ceneri per superare lo sbarramento. Oggi la situazione è tornata alla normalità: niente più semafori, nessuna interruzione a fasce orarie per transitare lungo la lacuale. Allora dove sta il problema? «Il problema, come al solito, sta nelle promesse fatte e non mantenute – afferma Fabio Passera, vice sindaco di Maccagno. Anas e ferrovie, fin dalla prima frana che si staccò dai rilievi che sovrastano la statale 394, promisero di realizzare le gallerie paramassi che avrebbero protetto sia la strada ferrrata che la lacuale nel tratto a rischio. Mentre le ferrovie hanno realizzato il muraglione di contenimento, così da permettere il transito dei convogli, l’Anas, che nel frattempo rientrò tra gli enti beneficiari dei fondi statali per l’emergenza alluvioni, promise che entro l’inizio di ottobre sarebbero cominciati i lavori per la realizzazione delle gallerie paramassi. Questo in una riunione che si tenne a Luino nel corso l’estate scorsa. Siamo praticamente a novembre e non s’è mosso un chiodo».
La denuncia è di quelle che per fortuna cercano di dare una risposta ai tanti residenti che appresero dalla stampa l’imminente inizio dei lavori e vedono però ad oggi che nulla si sta facendo per quella che a ragione viene chiamata "l’incompiuta".
E come se non bastasse, a dimostrazione di questo, l’assenza di contatti tra Anas e amministrazioni locali. «Ad oggi – conclude il vicesindaco – nessuna comunicazione ufficiale è giunta in comune a Maccagno per avvertirci dell’inizio dei lavori che aspettavamo con trepidazione. Di questa mancanza non ne facciamo una questione di correttezza e basta: se i lavori dovessero iniziare, anche a breve, esistono una serie di problemi di natura logistica da affrontare: l’allestimento del cantiere, la posa dei materiali con possibile ripristino della regolazione del traffico con semaforo e tutto quanto attiene la sicurezza di quanti dovranno transitare per quel tratto. Questioni che preferiremmo non dover risolvere da un giorno all’altro, anche perché si lavorerà letteralmente sulla testa dei cittadini. Sappiamo che i fondi ci sono, perché nessuno si fa vivo?».

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Pubblicato il 31 Ottobre 2002
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