Lavoratori, studenti e pensionati in strada per difendere i diritti

«Manifestazione epocale», per i vertici provinciali dell'organizzazione sindacale. Un appello a Uil e Cisl: «Che non restino insensibili a quanto chiedono i lavoratori»

«Sono commosso, è una manifestazione davvero epocale per questa città: siamo riusciti a coinvolgere come non mai la società civile». Sono in tanti, nella piazza di questa mattina, ad avere la stessa sensazione di Gianmarco Martignoni, della segreteria Cgil di Varese. E le diverse anime di Varese sono scese in strada per manifestare contro l’articolo 18, il patto per l’Italia e la Legge Finanziaria. Una manifestazione oggettivamente riuscita rispetto ad una data che Cofferati ha lasciato in eredità all’organizzazione, che ha raccolto di buon grado. E mentre il "Cinese" era a Milano ed Epifani a Torino, Ermes Riva (nella foto), segretario regionale della Fiom Cgil è venuto a Varese per intervenire al comizio che ha chiuso la manifestazione. Duro il suo commento «Ci hanno oscurato per settimane, non parlando di noi, non dandoci spazio – ha affermato – : oggi sarà difficile, dopo questo risultato, nascondere al paese l’esito dello sciopero che ha coinvolto tutt’Italia, vedendo scendere in piazza i figli assieme ai padri, compatti per difesa dei diritti».
Un discorso venuto dopo quello di Ivana Brunato, segretaria della Cgil Varese, anch’essa soddisfatta per l’esito della manifestazione e che nelle sue parole ha toccato i temi caldi della mobilitazione. «Oggi i lavoratori della nostra provincia stanno scioperando contro chi nel nostro paese ha deciso di riportarci indietro, ai tempi in cui avere un lavoro era considerata una gentile concessione e la disponibilità doveva essere totale verso i ritmi della produzione, e chi in modo molto miope ha sposato le tesi di Confindustria introducendo una normativa che abolisce gli elementari diritti costruiti in 30 anni di legislazione del lavoro e di contrattazione collettiva».
Una mobilitazione non solo contro l’articolo 18 e il Patto per l’Italia, ma anche contro le deleghe che modificano i rapporti di lavoro, indebolendo la struttura dei diritti; battaglia che la Cgil sta combattendo a suon di firme e che nella sola provincia di Varese ha  già fruttato 40.000 adesioni. Nell’intervento della segretaria Brunato sono stati toccati anche i temi del precariato e degli immigrati che «dopo la Bossi-Fini sono divenuti una massa di manovra per abbassare i diritti dei lavoratori». In ultimo, apertura verso le altre due organizzazioni sindacali che non hanno aderito allo sciopero. «Questa compagine governativa ha potuto essere rafforzata dalla divisione sindacale – ha concluso Ivana Brunato – e noi lanciamo un appello a Cisl e Uil affinchè non rimangano insensibili a quanto ci viene chiesto dai lavoratori, dalla società civile e dagli studenti per continuare e dare continuità alla nostra iniziativa per costringere governo e Confindustria a fare si degli accordi, ma che davvero rappresentino gli interessi di lavoratori e pensionati»
Anche gli studenti sono intervenuti al comizio con Gianluca Zoni e Marzio Molinari (nella foto), neoeletto segretario cittadino della Sinistra Giovanile, parlando dei problemi legati alla scuola e ai riflessi prodotti dalla legge finanziaria su questo tema. «La scuola è di tutti, – ha affermato Molinari – e la protesta deve essere globale, riguardando sia chi può difendere i propri diritti venendo in piazza, sia i più piccoli, che debbiono essere rappresentati dal sindacato e dai genitori». 

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Pubblicato il 18 Ottobre 2002
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