Il popolo della pace invade Firenze

Una giornata indimenticabile per i 500 varesini che, partiti all'alba, hanno partecipato alla marcia della pace di Firenze. Il rientro in città per mezzanotte

Questa volta la guerra delle cifre che solitamente accompagna ogni manifestazione di protesta non terrà banco nelle discussioni o sulle pagine diei giornali.

Il popolo del Social Forum ha dimostrato, qualora ce ne fosse stata mai l’esigenza, di portare a termine una manifestazione imponente come quella di Firenze, senza che il minimo disordine abbia turbato la vita della città. 

Lungo i viali del corteo sono spesso apparsi lenzuoli banchi in segno di partecipazione e persone alle finestre hanno solidalizzato con i dimostranti. Qualcuno ha addiriuttura predisposto piccoli punti ristoro per sopperire alla quasi totale serrata dei commercianti lungo il percorso. 

I pochi esercizi pubblici rimasti aperti hanno fatto festa senz’altro insieme ai manifestanti, così come c’è da credere è avvenenuto nelle altre zone della della città. 
Lontani anni luce i ricordi del sangue e degli scontri violenti che hanno animato le giornate genovesi. Una presenza molto discrea delle forze dell’ordine e nessun tentativo di provocazione da ambo le parti. 
La questura di Firenze parla di 400 mila presenze, ma molti degli organizzatori della manifestazione odierna indicano una presenza superiore al milione. 

Una risposta ferma, senza se e senza ma, contro la guerra. una rispostra ferma, senza se e senza ma, anche alla violenza. Il Social Forum ha lavorato per tre gironi e concluderà domani con un’assemblea plenaria quest’iniziativa di respiro europeo ponendo molti interrogativi con un’unica certezza, che non può che far bene a ogni uomo di buona voltà: un mondo migliore è possibile.

Tante, forse, le utopie,  ma se non si riparte da questa comune certezza saranno pochi gli anni di un relativo benessere anche per i paesi ricchi. 
Da questa grigia, ma anche magica atmosfera di una giornata fiorentina di novembre, ripartirà questo anomalo movimento fatto di associazioni, gruppi, partiti, sindacati e tanti cosiddetti "cani sciolti" che hanno dimostrato che si può manifestare senza per questo mettere in rovina le città storiche. 

Da osservatori esterni un applauso va certamente anche alle amministrazioni locali che hanno saputo concedere adeguati spazi, servizi e attenzione al popolo del Social Forum. Un applauso anche alla Cgil che ha saputo gestire un servizio d’ordine nel modo discreto che una manifestazione come quella odierna richiedeva. Stonata, viceversa, l’assenza di gran parte dei vertici delle forze politiche di opposizione del centro sinistra. 

La stampa e i media tutti farebbero bene da oggi in avanti a preoccuparsi di informare e discutere più dei contenuti che non delle azioni ad effetto, come può essere il bruciare una bandiera, o della paura dei disordini che, si è visto oggi, non sono affatto all’ordine del giorno. Qualcuno sarà forse rammaricato, ma certamente farebbe meglio ad ascoltare le istanze di migliaia di giovani e non, di interi popoli, piuttosto che non  le deliranti affermazioni di un’anziana voltagabbana. Per lei, lo slogan di uno striscione studentesco: " le bombe intelligenti leggono la Fallaci".

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Pubblicato il 09 Novembre 2002
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