Senza luce e riscaldamento, in balia dell’acqua

La testimonianza – Ecco come si vive quando l'alluvione "bussa alla porta di casa"

Ed eccoci ancora alle prese con l’alluvione.
E’ già la terza volta in dieci anni, e come al solito, quando il fiume Boesio straripa nel parcheggio dei nostri palazzi, in via Miralago a Laveno, significa che è arrivato il momento di scendere nelle cantine e iniziare a portare via un po’ di roba. 
S’ inizia sempre spostando tutto sugli scaffali più alti: materassi, mobili, attrezzi e suppellettili vari, lo stesso si fa per i garage, portando in casa o sui pianerottoli gli oggetti più ingombranti sperando che il lago non salga durante la notte.

Durante l’ultima alluvione abbiamo guardato l’acqua verdognola entrare nelle cantine, e abbiamo visto aumentarne lentamente ma inesorabilmente di livello, centimetro dopo centimetro, mentre nel piazzale dei parcheggi cresceva una vera e propria laguna.
La scala che porta giù nelle cantine diventa un ottimo sistema per monitorare il livello dell’acqua e lo scalino la sua unità di misura. Due anni fa è il livello ha raggiunto ben 8 scalini, ovvero 1 metro e 30 cm.

L’acqua purtroppo provoca altri disagi, primo tra tutti la mancanza di riscaldamento; la caldaia si trova infatti alla stessa altezza delle cantine e, per evitare che l’acqua la danneggi troppo, siamo costretti a spegnerla per salvare il bruciatore.
Anche l’impianto elettrico disgraziatamente è installato allo stesso livello, e quando l’acqua raggiunge il quadro elettrico, addio luce.
Durante l’alluvione del novembre del 2000 siamo stati per quattro giorni senza energia elettrica e per due settimane senza riscaldamento; abbiamo tirato fuori le candele e ci siamo attrezzati con molte coperte per far fronte all’umidità, accendendo delle radioline per farci compagnia la sera.

Lavarsi con l’acqua fredda e non usare più l’ascensore ha sicuramente l’effetto di rendere tutti più attivi e svegli, ma dopo un po’ diventa spiacevole, e a risentirne sono soprattutto le ossa.
Quando finisce l’alluvione e le acque si ritirano non si ritirano però i guai, infatti, senza contare le spese per rifare l’impianto elettrico e sistemare la caldaia, bisogna subito dedicarsi alla pulizia delle cantine; in primo luogo bisogna buttare via tutto ciò che l’acqua ha fatto marcire, poi bisogna spargere quintali di segatura dappertutto per asciugare l’acqua, ed infine far disinfettare ogni cosa.
Questi naturalmente sono piccoli guai se messi a confronto invece con i problemi di coloro che due anni fa si sono trovati bloccati nelle proprie case a Cerro oppure hanno visto il proprio negozio distrutto senza grandi speranze di risarcimento.
Fortunatamente, almeno fino a questo momento (mercoledì 27 ndr)  nei nostri palazzi il lago non ha ancora allagato garage e cantine, ma abbiamo già dovuto spegnere preventivamente la caldaia.
Per ora non ci resta altro che aspettare i bollettini meteorologici, sperare che smetta il più presto possibile di piovere, e nel frattempo far scorta di candele, e pazienza.

Luca Bandirali

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Pubblicato il 27 Novembre 2002
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