Senza luce e riscaldamento, in balia dell’acqua
La testimonianza – Ecco come si vive quando l'alluvione "bussa alla porta di casa"
Ed eccoci ancora alle prese con l’alluvione.E’ già la terza volta in dieci anni, e come al solito, quando il fiume Boesio straripa nel parcheggio dei nostri palazzi, in via Miralago a Laveno, significa che è arrivato il momento di scendere nelle cantine e iniziare a portare via un po’ di roba. S’ inizia sempre spostando tutto sugli scaffali più alti: materassi, mobili, attrezzi e suppellettili vari, lo stesso si fa per i garage, portando in casa o sui pianerottoli gli oggetti più ingombranti sperando che il lago non salga durante la notte. Durante l’ultima alluvione abbiamo guardato l’acqua verdognola entrare nelle cantine, e abbiamo visto aumentarne lentamente ma inesorabilmente di livello, centimetro dopo centimetro, mentre nel piazzale dei parcheggi cresceva una vera e propria laguna. L’acqua purtroppo provoca altri disagi, primo tra tutti la mancanza di riscaldamento; la caldaia si trova infatti alla stessa altezza delle cantine e, per evitare che l’acqua la danneggi troppo, siamo costretti a spegnerla per salvare il bruciatore. Lavarsi con l’acqua fredda e non usare più l’ascensore ha sicuramente l’effetto di rendere tutti più attivi e svegli, ma dopo un po’ diventa spiacevole, e a risentirne sono soprattutto le ossa. |
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Luca Bandirali |
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Ed eccoci ancora alle prese con l’alluvione.





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