Futuro di Aermacchi, summit in Provincia
All’incontro di lunedì anche il Ministro del lavoro. Obiettivo: discutere del piano industriale e della “mission” dopo l’acquisizione dell’azienda da parte di Finmeccanica
Un incontro con Provincia, parlamentari e Ministro del Lavoro per discutere del piano industriale di Finmeccanica. L’appuntamento, in programma per lunedì 17 febbraio alle 18 a Palazzo Estense, mira a consolidare le basi per il futuro della storica azienda varesina. Azienda che esce da un periodo difficile. Infatti, lo scorso anno, si è conclusa la cassa integrazione a rotazione di 500 dipendenti e recentemente è stata ufficializzata l’acquisizione del 66,6 per cento dell’azienda da parte di Finmeccanica che ora possiede oltre il 90 per cento del capitale.
«Non ci sono problemi strutturali, ma il piano aziendale che ci è stato presentato è piuttosto disomogeneo – spiega Graziano Resteghini, rappresentante sindacale della Cisl – Ci sono contratti che non danno copertura a tutti i lavoratori. Ci vogliono delle fermate collettive che abbiamo pensato di fare prendendo le ferie tutti assieme, ma dobbiamo ancora discuterne nelle future assemblee e all’incontro in Provincia».
Attorno al tavolo di discussione del prossimo lunedì, oltre ai rappresentanti di Finmeccanica e la famiglia Foresio, ci saranno anche il presidente della Provincia Marco Reguzzoni, le rappresentanze sindacali, i sindacati provinciali, i parlamentari eletti nella provincia di Varese, il presidente dell’Unione Industriali di Varese e il Ministro del Lavoro Roberto Maroni. «L’obiettivo è far convergere le sedi istituzionali in una discussione sulle prospettive della azienda dopo l’acquisizione di Finmeccanica – prosegue Resteghini – soprattutto sulla “mission” che si vuole dare a questa azienda che può dare ancora molto».
Soprattutto dopo l’11 settembre l’Aermacchi ha avuto un abbassamento della produzione civile, compensato però da un aumento della produzione militare. Infatti l’azienda venegonese produce interi velivoli di addestramento militare. «C’è comunque una compensazione tra militare e civile – conclude il sindacalista – in questo momento è diminuito il lavoro nel settore civile, ma sempre in questo campo, l’azienda sta investendo molto nelle fasi di ricerca, sviluppo e progettazione, ai quali si stanno dando ampi spazi».
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