L’immagine di Varese passa anche dai suoi loghi

Varese – Parlare di Varese significa conoscere anche i suoi marchi. Ecco una presentazione di alcuni simboli della città

Quando si parla di una città, la mente passa automaticamente da una visione della sua architettura e dei suoi paesaggi a quello che la città offre con i suoi simboli.
Istituzioni, enti, manifestazioni ed eventi sono sempre associati a un’immagine grafica, a un disegno che ne riassume lo spirito.
Anche Varese ha i suoi marchi, qualcuno di vecchia data e qualcun’altro appena nato. Varesenews ne ha voluto analizzare alcuni per individuarne il significato e per conoscere la mano creatrice nascosta dietro quello che per alcuni è solo un “disegno”.

Il logo dell’Università dell’Insubria creato da Paul Scharff

Due corsi d’acqua stilizzati che confluiscono in un unico fiume di colore bianco. Il tutto su campo verde a simboleggiare la vegetazione dell’Insubria resa fertile dai fiumi della zona. Il marchio vuole evocare la funzione stessa dell’università «chiamata a fertilizzare culturalmente il territorio in cui ha sede». Tracce di un simile disegno si trovano nei reperti, recuperati sull’Isolino Virginia, di una pintadera ovvero di un timbro creato per una funzione rituale. I creatori del logo hanno così voluto creare un’immagine radicata nella storia del territorio varesino, inserita nell’attualità ma proiettata nel futuro come deve essere la stessa università.

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Il logo del Parco del Campo dei Fiori creato da Giorgio Vicentini

Dire Campo dei Fiori significa parlare di un grande “massiccio”, inteso non solo in senso geografico ma anche come una persona solida e forte. La montagna come «un vecchio che racconta una lunga fiaba ai suoi bambini».
Questo è il messaggio che il logo del parco vuole riassumere; un’immagine di serenità e trasparenza dove a fare da cornice sono l’azzurro del cielo, nella parte alta del marchio, e il colore dei fiori e delle loro stagioni sul basso. In mezzo il verde che contraddistingue le valli e i boschi del parco. Il logo, creato da Giorgio Vicentini, rappresenta «il nostro intimo desiderio di conquistare con rispetto un ambiente trasparente e in grado di farci respirare».

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Il logo di Varese europea creato da Vittore Frattini

Punto centrale del logo della nuova Associazione Varese europea è la lettera “V “, innanzitutto come Varese.
Ma Vittore Frattini, che ha studiato e creato il marchio, ha voluto con questo simbolo evocare anche il concetto di “volo” (la somiglianza con un paio di ali è innegabile) perché la città insubrica è stata patria di inventori, di pionieri e di famose industrie aeronautiche. E “V” significa anche vittoria, la stessa che la nuova associazione si auspica per la città. Dietro lo studio di Frattini c’è anche il voler riportare il segno “V” al numero romano cinque. Cinque come i punti del piano strategico di Varese europea e come la posizione alfabetica occupata dalla lettera “E”.
“E” come Europa bersaglio che la nuova associazione vuole centrare con la città di Varese.

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Il logo di Amor di libro creato da Maurizio Olivarez

Quest’anno ricorre la quinta edizione dell’ormai nota rassegna “Amor di libro”. Una rassegna di quindici giorni tutta dedicata alla cultura. Comunicare in modo semplice e diretto fu una scelta precisa. Da qui un primo segno distintivo visualizzato da una libreria contornata da topini lettori. Il logo è stato realizzato durante la seconda rassegna per ravvivare con un gioco geometrico di lettere la grafica. Colorato e giovane il marchio è fatto di lettere in movimento a indicare che i libri e la cultura non sono un oggetto fermo bensì scattante. La cultura come energia capace di generare interesse e catturare pubblico.

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Il logo di Varesecorsi creato da Claudio Benzoni

Varese-corsi è un programma di corsi di divulgazione culturale per gli adulti promosso dai consigli di circoscrizione.Il programma è cresciuto negli anni. Forse il merito va anche al logo dell’iniziativa.
«Il logo- spiega il suo autore Carlo Benzoni- è semplice nella sua progettazione. Già il corpo del testo Varesecorsi in sé richiama l’attenzione delle persone. Si distingue per essere particolarmente diretto e preciso. La figura della chiave accompagnata dalla scritta “aperto per tutti” simboleggia i progressi dell’iniziativa che si ritrova ad essere sempre più a disposizione della cittadinanza. L’associazione Varesecorsi è ormai in grado di rispondere alle esigenze di tutti gli utenti».

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Il logo del Centro Gulliver creato da Claudio Benzoni

Gulliver è un centro di solidarietà di Varese, in attività da più di 15 anni.
L’associazione si è data il nome Gulliver perché la sua figura è diventata la metafora dell’uomo che sa di non potersi nascondere. L’idea di scegliere Gulliver come logo è dovuta essenzialmente alla suggestione della favola con i suoi viaggi fantasiosi. Questa immagine esprime lo studio scientifico dell’uomo e del suo ambiente fino al ritrovamento di una nuova scala di valore. Gulliver colpisce la fantasia perché si confronta in una situazione ambivalente, prima da gigante e poi da uomo piccolo e fragile. La proposta dell’uomo come misura dell’universo rappresenta la ricerca, l’inventiva, la creatività e la volontà. Nome e simbolo propongono dunque non solo una tensione di vita ma anche un programma operativo sul progetto uomo.

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Il logo della Cooperativa Anaconda creato da una volontaria della cooperativa

Nata nel 1980, la Cooperativa Anaconda è il risultato di momenti di vacanza e di incontri settimanali con persone aventi gravi handicap psico-fisici. Il suo logo è un simpatico “serpentello”, nato da un lavoro di gruppo e dagli schizzi di una volontaria della cooperativa. Perchè proprio l’anaconda a simboleggiare questo tipo di associazione? Uno dei responsabili spiega che il logo prende semplicemente spunto dal titolo di una canzone che gli organizzatori cantavano, insieme ai ragazzi, prima della formazione della cooperativa stessa. La capacità di questa canzone di trascinare anche le persone più difficili ha fatto sì che l’anaconda diventasse il simbolo della cooperativa.

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Pubblicato il 22 Febbraio 2003
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