Raccolte duecento firme in due ore per difendere l’ospedale
Cittiglio – Rifondazione Comunista chiede ai cittadini e alle forze del centrosinistra di opporsi alla logica di privatizzazione e tagli dei posti letto
Cento firme all’ora contro la realizzazione del nuovo ospedale e i tagli letto delle strutture del Verbano (nella foto, il banchetto presente dalle 9.30 di fronte al cup di Cittiglio). Era stata annunciata nei giorni scorsi dallo stesso consigliere regionale Giovanni Martina, la campagna per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della sanità. E oggi, 27 febbraio, un banchetto con alcuni attivisti e il segretario provinciale Giovanni Bonometti ha presenziato per due ore di fronte all’ingresso della struttura di Cittiglio, raccogliendo più di 200 firme.
«La gente è caduta dalle nuvole quando abbiamo spiegato la situazione della sanità in provincia di Varese – spiega Bonometti – . Non tutti sapevano, infatti, che la politica sanitaria della regione ha provocato dal 1998 ad oggi il taglio di 450 posti letto in tutta la provincia. In particolare, per i presidi del Verbano, sono spariti 162 posti letto, di cui 82 a Cittiglio e 80 a Luino. Una situazione inaccettabile per l’importanza sul territorio di questi ospedali. Inoltre, a questa situazione si aggiunge l’attuazione di una delibera regionale per tagliare altri 296 posti letto, delibera già in fase operativa. A questo punto non osiamo chiederci dove cadrà la mannaia».
Ma non finisce qui. Secondo Bonometti, oltre ai tagli dei posti letto anche il progetto di realizzare un nuovo ospedale in Valcuvia, a Cassano, andrebbe a discapito degli attuali nosocomi, che verrebbero depotenziati a beneficio della nuova struttura.
«L’ospedale che si vuole costruire a Cassano Valcuvia è una struttura che, se sorgerà, lo farà con lo strumento del project financing: sarà di fatto una struttura privata – conclude il segretario provinciale di Prc – . Per opporci alla logica dello smantellamento del pubblico a favore del privato abbiamo deciso di sensibilizzare la gente, che sta rispondendo bene alla nostra campagna. Sul piano politico invece chiediamo alle forze del centrosinistra presenti nelle amministrazioni comunali e nelle comunità montane di convergere verso la nostra posizione per rafforzare il fronte del no al nuovo ospedale e per combattere insieme il depotenziamento delle strutture esistenti».
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