Suore e professori i più sensibili al pericolo guerra

Varese - Poche le scuole che espongono la bandiera della pace. Fanno eccezione le ragazze dello psicopedagogico

In piazza Libertà campeggia la bandiera della pace. È stata issata sul portone d’ingresso dell’istituto Maria Ausiliatrice, gestito dalle suore. Niente di sorprendente se si considera la posizione espressa dal Vaticano in materia, ma comunque salta all’occhio, specialmente quando gli esempi scarseggiano.
In città l’atteggiamento del mondo studentesco è per lo più distratto: è un argomento di cui “si discuterà”, in un futuro prossimo venturo alquanto indefinito.

Uniche mosche bianche, oltre alle già citate suore, sono l’Itis (nella foto), l’artistico e il Socio-pedagogico. Ma anche in questo caso con dei distinguo: in via Zucchi, all’Istituto Tecnico Industriale, la parola “pace” su sfondo arcobaleno campeggia in un balconcino del primo piano, un po’ decentrato. Si tratta della sala professori. Sono loro, infatti, ad aver chiesto l’autorizzazione al preside: «Siamo un gruppo di professori – spiega la docente Marina Rusconi – che sta portando avanti in classe il progetto “Giovani Alianti”, l’iniziativa sulla pace legata allo sportello Scuola e Volontariato. Ci sembrava in linea con il nostro percorso didattico, iniziato in tempi non sospetti lo scorso anno e che culminerà nel convegno di venerdì 14 al teatro di piazza Repubblica». Professori, quindi, che si espongono senza riuscire a coinvolgere gli studenti: «La questione non è sentita dai ragazzi. Ci vorrebbe, forse, un’iniziativa più ad effetto, uno sciopero, un’assemblea. Sono veramente pochi i ragazzi che hanno messo la banda bianca sugli zaini».

Situazione differente sulla collina degli studi. All’istituto psicopedagogico, infatti, la bandiera appare alla finestra di due classi, ma per fine settimana dovrebbe proliferare: «L’iniziativa è partita dalla nostra classe – afferma Elisa, della quinta B – Per primi abbiamo esposto la bandiera, poi abbiamo chiesto alle altre classi di aderire all’iniziativa. La risposta è stata entusiastica. E sabato esporremo anche uno striscione». Elisa è consapevole che i suoi colleghi varesini non sembrano interessati all’argomento: «Forse è a causa della nostra preparazione, forse è grazie ai nostri docenti, ma in quest’istituto la questione è molto sentita. Noi siamo arrivati a questa decisione dopo una valutazione approfondita. Non siamo contrarie a priori alla guerra. Siamo contro questa guerra». E sarà forse per condividere questo impegno che Elisa sosterrà questa posizione nel collettivo studentesco che raduna ragazzi di vari istituti.
In viale Milano, infine, la bandiera arcobaleno è stata introdotta dalle matricole: alcuni ragazzi del biennio hanno dato il là all’iniziativa, coinvolgendo tutto l’istituto.

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Pubblicato il 12 Febbraio 2003
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