Numeri e bilancio: le tasse non aumentano
Busto Arsizio - Attenzione a chi bara con l'Ici: il comune ha in programma verifiche a tappeto. La possibilità di un condono? Chierichetti (assessore al bilancio): «Non è escluso»
È tempo di dare i numeri a Busto Arsizio. Il bilancio preventivo del comune sarà presentato venerdì 21 in consiglio comunale e approvato il lunedì successivo. Se c’è una nota caratterizzante fra le numerose, riguarda proprio le tasche dei cittadini. «Non è previsto nessun aumento di tasse, tariffe e imposte» spiega infatti l’assessore al bilancio Luigi Chierichetti (nella foto). La manutenzione delle scuole e la rete fognaria vedono raddoppiati gli investimenti e la spesa sociale, grazie ai piani di zona godrà di un milione e mezzo di euro erogato solo per il comune di Busto dalla Regione. «A differenza di molti altri comuni per quello che riguarda tasse, tariffe e imposte abbiamo voluto seguire una strada diversa, abbiamo puntato su un’oculata gestione delle risorse esistenti e definito i bisogni e i servizi che dobbiamo e vogliamo offrire ai cittadini». E se L’Ici non aumenterà, la gestione oculata a cui accenna Chierichetti significa verifiche a tappeto e accertamenti sulle dichiarazioni dei cittadini. «Abbiamo già iniziato a farlo tramite l’ufficio tributi e non escludiamo di avvalerci della collaborazione di un organismo esterno, diretta emanazioni della regione o della provincia». Insomma le tasse non aumenteranno, ma attenzione a chi bara. Il gettito fiscale rappresenta infatti una delle entrate più importanti di tutti i comuni e Busto all’equità fiscale non rinuncia, come spiega l’assessore. E una ipotesi condono? «Non è prevista nel bilancio, ma non si tratta per nulla di una ipotesi accantonata» aggiunge.
Per la Tarsu (imposta sui rifiuti) si seguiranno i criteri di legge che impongono una copertura totale. Il passaggio sarà graduale e dall’anno prossimo sarà applicata un semitariffa a copertura del 90%, mentre il comune non potrà contare sull’addizionale Irpef. Lo ha imposto la finanziaria e Busto Arsizio che non l’ha mai applicata, non può istituirla.
Fatti questi conti, il totale delle entrate correnti ammonta a 56 milioni (il 6% in più rispetto all’anno scorso). Le uscite equivalgono a 62 milioni, coperte dalle entrate correnti, da 2 milioni di avanzo amministrativo, da 3 milioni e mezzo, parte degli oneri di urbanizzazione.
La spesa sarà così suddivisa fra i vari settori. Il 20% per i servizi sociali, il 27% per il territorio e l’ambiente, il 16% per l’istruzione e la cultura il 20% per l’amministrazione e il 26% per il personale. «È di 55 milioni la spesa prevista per le opere pubbliche di cui 32 finanziati con mezzi nostri, vale a dire il 58%, il restante 42% lo finanzieremo accendendo mutui per 23 milioni, di cui 8 milioni e mezzo riguardano i Fers» spiega Chierichetti. I Fers sono progetti finanziati dalla comunità europea a fondo perso e dalla regione con rimborso ventennale a tasso zero.
Ma ci sono delle opere attese dqai cittadini che non risultano nel piano delle opere del 2003, come il passo di S.Anna o la piantumazione dell’area verde davanti all’inceneritore dell’Accam. «Il sottopasso è stato appaltato la settimana scorsa, mentre per la piantumazione ci sono stati problemi per le modalità del finanziamento e l’intervento slitta all’anno prossimo». Per il sottopasso nel 2003 sono stati destinati i finanziamenti per la progettazione.
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