Sanità e territorio, «Istituzioni più vicine ai loro ospedali»

Saronno – Convegno sulla sanità pubblica a cui hanno partecipato autorità politico-sanitarie locali e nazionali

Le istituzioni locali devono riavvicinarsi al proprio ospedale e la sanità nazionale deve puntare ancora di più sulla persona. È quanto è emerso nel convegno “Sanità e territorio” che si è tenuto ieri sera, lunedì 17 marzo, all’istituto Padre Monti di Saronno. Convegno al quale hanno partecipato tutte le maggiori autorità politiche della zona, il presidente della commissione sanità della Regione Massimo Buscemi, il presidente della commissione igiene e sanità del Senato Antonio Tomassini; l’assessore provinciale alle politiche sociali Rienzo Azzi, il responsabile Asl del distretto di Saronno e Tradate Francesco Rossitto, il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Busto Arsizio Enzo Brusini.

È stato proprio Brusini, primario dell’Azienda di Busto, a sottolineare che le «istituzioni locali del territorio devono tornare a disegnare gli scenari della sanità con uno spirito di corrispondenza e collaborazione reciproca. I Comuni della zona hanno lentamente digerito il fatto che i loro ospedali rientrassero in una sola Azienda, ma oggi ci sono i risultati e lo dimostra anche l’accreditamento di eccellenza ottenuto dall’ospedale di Saronno da parte della Join Commission americana. Noi vogliamo proseguire su questa strada».
Durante la serata, organizzata dal circolo locale di Forza Italia, è emersa sì la preoccupazione per i costi elevati della sanità pubblica, ma anche la particolare necessità di proseguire su una strada di riforma sanitaria che la Regione Lombardia ha già intrapreso da anni. L’assessore provinciale Azzi, dopo aver sottolineato l’importanza del “piano di zona” (tramite il quale non sarà più l’Asl a gestire le risorse economiche della Regione ma i Comuni), ha sottolineato che «la sanità pubblica deve riavvicinarsi alla gente e ricollegarsi con il territorio. Oggi l’ospedale di Saronno non è “un ospedaletto” di provincia e ha un grosso bacino anche interprovinciale. Oggi Saronno conta molto».

Dello stesso pensiero anche Buscemi della Regione. «La vera sfida che vogliamo vincere è mantenere alto il livello della sanità rispettando l’equilibrio economico finanziario – ha spiegato il presidente della commissione sanità regionale – Le razionalizzazioni sono necessarie, ma non vuol dire che si vogliono chiudere degli ospedali. Ci sono state diverse polemiche negli ultimi mesi, ma non è mai stato chiuso un presidio. In Toscana ne hanno chiusi 70». Buscemi ha poi portato l’esempio dell’ospedale di Somma Lombardo che «non poteva essere un ospedale fotocopia di Gallarate. I due presidi sono separati da poche centinaia di metri e si è dovuto trovare qualche cosa che rendesse appetibile l’ospedale in questione come specializzarlo nella lungodegenza. Così dovrà accadere con altri ospedali, dovranno specializzarsi». Per quanto riguarda l’alta polemica sui ticket sanitari «voglio solo ricordare che sono già stati istituiti da tutte le altre regioni d’Italia e si tratta di uno strumento assai impopolare, ma necessario al funzionamento del sistema».

«Tutte le Regioni d’Italia si distinguono nel non controllare la spesa pubblica, tutte sforano – ha concluso il senatore Tomassini – Ci sono Regioni che hanno un eccesso di offerta, altre che sono a livello di indigenza. Il nostro servizio sanitario è ottimo, ma soffre di una burocrazia asfissiante. La Lombardia è messa molto bene, ma a livello nazionale il processo di aziendalizzazione non è stato completato e siamo solo al 30 per cento».

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Pubblicato il 18 Marzo 2003
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