Svastiche sulla sede Ds. «È un atto intimidatorio»

Il raid è stato compiuto nella notte. Dura condanna della segreteria cittadina e della Cgil

«È un atto intimidatorio». Non ha dubbi la segreteria cittadina dei Democratici di Sinistra di Busto Arsizio. Nella notte fra domenica e lunedì sono comparse svastiche e scritte fasciste sui muri della sede del partito in viale della Repubblica. Sono ignoti gli autori del raid. Hanno agito durante la notte e per sottrarsi agli sguardi degli automobilisti sul trafficato viale dove si trova la sede del partito, hanno scelto l’ingresso retrostante e il muro laterale. Qui hanno lasciato scritte e svastiche in vernice nera. Ad accorgersene è stato in mattinata uno dei responsabili, che ha avvertito la polizia alla quale sono affidate le indagini. Per ordine del vicequestore Luigi Mauriello le scritte sono state subito cancellate. 
«È un atto intimidatorio nei confronti di chi si è schierato contro la guerra usando solo le armi della ragione» dichiara con fermezza il segretario cittadino Alessandro Meazza. «Un raid che condanniamo in maniera dura». «La coincidenza con le manifestazioni contro la guerra e il presidio davanti alla caserma Mara ci fanno pensare che noi siamo entrati nel mirino di qualcuno, probabilmente la politica che invita alla pace, che stiamo portando avanti con altre realtà e con il mondo cattolico non piace». 
In viale della Repubblica la sede cittadina si trova da quattro anni e non erano mai accaduti fatti simili.  E se l’episodio non fa stare tranquilli la segreteria cittadina dei Ds e la Sinistra giovanile che in quello spazio si ritrovano per le loro attività politiche, una cosa sembra certa: «è un atto che non ci intimidisce, continueremo a svolgere le nostre iniziative come abbiamo sempre fatto». Dello stesso avviso è anche Samuele Gallazzi responsabile della Sinistra Giovanile e la segreteria proviciale.


 Dura la condanna della Cgil di Busto. «Offendono i valori che stanno alla base della nostra democrazia e della libertà di opinione – scrive in una nota Umberto Colombo segretario della camera del lavoro bustese –  non è la prima volta che Busto Arsizio è teatro di episodi di intolleranza fascista, di chi non perde occasione per manifestare in maniera violenta il disprezzo verso la cultura e le istituzioni democratiche; ciò che più inquieta è che tali atti vandalici si ripetano nella totale indifferenza». La Cgil, nell’esprimere la sua solidarietà lancia un appello e chiede ufficialmente che le principali istituzioni che presiedono alla vita civile della città condannino fermamente il grave episodio di intolleranza.
Se la sede bustese dei Ds era rimasta finora  immune da episodi simili, quella di Varese in via Monte Rosa proprio nei giorni scorsi è stata bersaglio di nuovi radi di presunta matrice fascista. Anche durante l’estate scorsa i muri della sede cittadina erano stati imbrattati da scritte e svastiche.

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Pubblicato il 31 Marzo 2003
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