Impianto senza collaudo. Accam ancora nel mirino
Samarate - Brogioli (Udc): quell'impianto brucia senza collaudo e che fine ha fatto la privatizzazione?
Inceneritore fuori legge o quasi. Nel mirino finisce ancora l’Accam che raggruppa nel consorzio per lo smaltimento dei rifiuti ventisette comuni fra Varese e Milano. Che fine ha fatto la privatizzazione? E soprattutto quali provvedimenti vuole prendere l’amministrazione del consorzio per sanare un impianto «la cui gestione negli anni scorsi è stata viziata da una serie di importanti omissioni come il mancato collaudo e il carente controllo della quantità e della qualità dei rifiuti bruciati». A sostenerlo è il consigliere comunale dell’Udc di Samarate Marco Brogioli che riporta l’interesse sull’inceneritore che ha la sua sede a Busto Arsizio. Al suo sindaco Ermanno Venco chiede infatti lumi in merito ad un ente che negli ultimi mesi è salito spesso agli onori della cronaca, ora per le crisi attraversate dal suo consiglio di amministrazione, ora per questioni giudiziarie legate a traffici illeciti di rifiuti che hanno visto coinvolti alcuni dipendenti dell’ente.
L’interrogazione dl consigliere Brogioli diretta a Venco, ma per conoscenza anche al presidente Giancarlo Tovaglieri, giunge quanto mai tempestiva. Urge la privatizzazione della
gestione dell’impianto, imposta per termini di legge. Solo a dicembre il consorzio aveva
individuato un gruppo di sei sindaci (Busto Arsizio, castellanza Cardano al Campo per Varese e Canegrate, legnano e Sangiorgio su Legnano per Milano) che avrebbe dovuto tragettare il consorzio alla sua privatizzazione. Ma da allora, e sono passati alcuni mesi, non se ne saputo più molto. «Quali provvedimenti intende assumere questa amministrazione anche in termini propositivi, nonché
l’intero consorzio, riguardo agli obblighi previsti dalla normativa vigente riguardo la privatizzazione?» chiede Marco Brogioli. Ma soprattutto «l’amministrazione era a conoscenza dei gravi limiti gestionali che caratterizzano l’impianto e nel dettaglio quali azioni intenda assumere per garantire quanto meno il rispetto degli irrinunciabili profili ambientali». Sono queste le domande che riportano al centro dell’interesse anche la questione ambientale dell’inceneritoree. Sono in moltoi infatti a alamentare una gestione sommaria che nei mesi scorsi aveva portato addirittura la procra di busto arsizio a scoprire un piccolo giro di smaltimento parallelo e gestito da alcuni dipendenti dell’accam , dell’ageso e di alcune importanti aziende della zona. proprio alla luce di questa vicenda giudiziaria in tanti, compreso adesso il consifliere del’udc, come funziona la gestione e il controlli all’interno del consorzio.
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