L’Ulivo varesino vuole l’unità

Busto Arsizio - Tosi rilancia la coalizione e chiede ventisei progetti (tanti quanti i collegi elettorali della provincia) per radicare la coalizione fra la gente

Alla fine nessuno si è alzato e ha detto questo nuovo Ulivo non si deve fare, meglio un semplice cartello elettorale. E questo sembra già un risultato. Come radicare la coalizione del centrosinistra fra la gente per vincere alle prossime scadenze elettorali (nel 2004 si vota in 94 comuni) è una partita tutta da giocare che ha avuto il suo calcio di inizio mercoledì sera in una affollata assemblea al Museo del Tessile di Busto Arsizio, lanciata dal diessino Stefano Tosi, capogruppo dell’Ulivo in consiglio provinciale. Non si è svolta nel capoluogo ed è già un segnale. Occorre andare sul territorio e questo è sembrato il modo giusto per iniziare a quelli che vogliono un Ulivo per la pace, aperto, popolare, innovativo e soprattutto unito. Liste civiche o dell’Ulivo allora? Se nessuno imporrà nulla la dice lunga il messaggio di Tosi: «Non accetteremo che simboli di partiti nazionali siano utilizzati per liste che spaccano la coalizione».
Anche sulla guerra «l’Ulivo non può partecipare a manifestazioni che non siano unitarie – ha dichiarato ancora Tosi – la spaccatura è l’anticamera per la riconferma del centrodestra, l’Ulivo vuole costruire l’alternativa di governo e ce la può fare». E l’invito è a lavorare per costruire ventisei progetti negli altrettanti collegi elettorali della provincia.
A livello locale la coalizione sembra più matura rispetto al continuo avvitarsi sulle distinzione delle segreterie nazionali. Quella di mercoledì doveva essere l’assemblea per votare i delegati della convention ulivista del 13 che è naufragata proprio per questi motivi. «Non dobbiamo aspettare Roma e le sue decisioni» dice Tosi. E in provincia di Varese l’assemblea c’è stata lo stesso. A Marzio Molinari, segretario provinciale della Sinistra Giovanile sembra addirittura «un’avanguardia in Italia». Il centrosinistra a Varese ha forse delle responsabilità in più. «Qui la Lega è nata e abbiamo consegnato questo territorio al centrodestra – ha detto il coordinatore dell’Ulivo bustese Walter Picco Bellazzi – possiamo farcela se non si presentano candidature dell’ultimo minuto, se si lavora per fare conoscere i nostri candidati con largo anticipo».

Tutti i partiti del centrosinistra c’erano, magari non tutti rappresentati nelle loro figure istituzionali. C’era la Cgil con il segretario della camera del lavoro di Busto Umberto Colombo che ha auspicato il confronto sulle politiche del lavoro. E c’era Varesegirotondi, che ha proposto il tesseramento unitario all’Ulivo. «Così daremo una casa comune alle persone che non si riconoscono nei partiti, ma vogliono fare politica» ha spiegato Massimo Tafi uno dei suoi componenti. Insomma l’Ulivo locale va d’amore d’accordo, anche con il movimento.
Ma come radicarlo sul territorio? Sono i progetti che coinvolgono. Forse non era ancora il momento perché uscissero. Ma l’imput è stato lanciato. Fra le proposte di Tosi, che in questa partita si sta rivelando uno dei motori, c’è quella di riflettere sulle politiche del lavoro, di promuovere un’iniziativa sullo sviluppo della provincia, così come idee e istanze delle comunità locali. A farlo dovranno essere le forze politiche dei singoli collegi e l’appuntamento che suona come una verifica è settembre, quando all’attivo dovranno esserci ventisei progetti e ventisei assemblee della coalizione aperte ai cittadini.

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Pubblicato il 10 Aprile 2003
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