Convegno sulla figura di Don Carlo Gnocchi
L'incontro nella sala Consiliare di Palazzo Broletto
La figura di don Carlo Gnocchi, la sua vita, le sue opere, ma anche le sue origini gallaratesi: se ne parla in un convegno dedicato alla figura del grande "padre dei mutilatini" che si svolgerà venerdì 16 maggio alle 21.00 nella Sala Consiliare di Palazzo Broletto in largo Camussi a Gallarate e che vede relatore monsignor Antonio Rimoldi, con intervento anche di monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus.
La serata, che conterà anche su testimonianze di ex allievi di don Gnocchi e che sarà introdotta da canti del Coro Penna Nera (ricordiamo che don Carlo Gnocchi si arruolò, durante la II guerra mondiale, come cappellano volontario nella Brigata Alpina Tridentina), è organizzata dall’Amministrazione Comunale di Gallarate – Assessorato alla Cultura, dal Decanato di Gallarate, dal Gruppo "I Cedratesi", dall’Associazione Nazionale Alpini – Coro Penna Nera, dalla Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus e dall’Aido.
Si preannuncia un appuntamento di alto valore umano e culturale: don Carlo Gnocchi, nato nel 1902 a San Colombano al Lambro da genitori di origine gallaratese, ordinato sacerdote nel 1925 dall’Arcivescovo di Milano Eugenio Tosi, nominato nel 1936 dal Cardinale Ildefonso Schuster direttore spirituale dell’Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane, una delle scuole più prestigiose di Milano, lega il suo nome non solo agli studi e agli scritti di pedagogia che pur arricchiscono la sua intensa attività, ma anche e soprattutto a tutta una serie di interventi dedicati alla Carità e al servizio dei poveri e dei sofferenti. Dall’arruolamento come cappellano volontario in guerra, coerente alla sua missione educativa che lo rende presente e vicino ai giovani anche nel momento del pericolo, all’assistenza, al fronte, degli alpini feriti e morenti, fino alla realizzazione, che troverà compimento a partire dal 1945, di quel progetto di aiuto ai sofferenti che lo accompagnerà per il resto della sua vita (don Gnocchi muore nel 1956, facendo dono delle sue cornee in un periodo nel quale in Italia il trapianto di organi non era ancora disciplinato da apposite leggi). Alla fine della guerra don Gnocchi viene nominato direttore dell’Istituto Grandi Invalidi di Arosio e accoglie i primi orfani di guerra e i bambini mutilati, iniziando quell’opera che lo porterà a guadagnare il titolo, appunto di "padre dei mutilatini". Dalla Fondazione Pro Infanzia Mutilata alla Fondazione Pro Juventute (dal 1998 è diventata formalmente Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus), l’attività della Fondazione è sempre stata indirizzata all’attenzione a ogni forma di handicap e alla sua riabilitazione, arrivando ad assumere un’importanza a livello nazionale e internazionale e collaborando con istituti di ricerca: nel 2001 la Fondazione è stata riconosciuta quale Organismo non Governativo per un intervento diretto nei Paesi in via di sviluppo.
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