«Il comune non è la gallina dalle uova d’oro di Restelli»

Il sindaco risponde alle accuse del presidente del Real Cesate Saronno, deciso a vendere squadra e categoria per mancati aiuti dall'amministrazione

Una serie di "dimenticanze" da parte del presidente del Real Cesate Saronno. È quanto risponde il sindaco Pierluigi Gilli alle recenti accuse di Carlo Restelli che ha pubblicamente paventato l’ipotesi di vendere la squadra e la categoria di serie D al presidente del Cinisello. Motivo della contestazione e della rabbia, il cui sfogo è avvenuto dopo aver ottenuto la matematica certezza della salvezza nella categoria, è il fatto di non essere stato sostenuto in nulla dall’amministrazione comunale saronnese.
«Le dichiarazioni del Sig. Restelli sono davvero stupefacenti, anche se, purtroppo, non inattese – spiega il primo cittadino – Sulla scorta del vecchio adagio che "la miglior difesa è l’attacco", egli annuncia il suo sospirato (da lui) allontanamento da Saronno imputandone ogni colpa all’Amministrazione Comunale. Il tentativo è destinato a rivelarsi inutile ed infondato. Io continuo a mantenere stima ed affetto per Carlo Restelli; mi avvedo, però, che egli è affetto da notevole amnesia».

Gilli elenca così quanto fatto dall’Amministrazione e quanto dimenticato da Restelli: «Dimentica di aver "intimato" nel 2001 dalle pagine dei giornali all’Amministrazione Comunale di Saronno di farlo venire in questa città per risollevare le sorti calcistiche. Il Comune l’ha accontentato e gli ha "girato" la convenzione esistente con il Saronno A.C. Dimentica quanto, in termini economici, il Comune di Saronno abbia investito per lo stadio cittadino, che, negli ultimi due anni, è stato letteralmente rimesso a nuovo. Dimentica che il Comune ha concesso contributi notevoli alla società – che, tuttavia, si è resa inadempiente nei confronti degli obblighi assunti liberamente con la convenzione per l’uso dello stadio (tuttora persistono debiti non irrilevanti). Dimentica che l’Amministrazione, in ben due occasioni, nel 2002, aveva procurato contatti con sponsor disposti ad intervenire con somme di decine di milioni di vecchie lire; sponsor letteralmente fuggiti dopo lo sconcertante ed improvviso annuncio di voler abbandonare dato dallo stesso Restelli in diretta nel corso della festa per la promozione in serie D dello scorso giugno. Dimentica che l’Amministrazione ha promosso la posa di un centinaio di cartelloni pubblicitari nello stadio, destinati ad apportare alla società una consistentissima entrata. Dimentica – soprattutto – che la "sua" squadra non è l’unica attività sportiva in città e che un’Amministrazione seria e legittima nei suoi atti deve occuparsi di TUTTO lo sport, sostendolo ma MAI sostituendosi alle società, che sono e devono restare libere ed autonome».

«La verità è un’altra, e l’ha disvelata lo stesso Restelli nell’indimenticato discorso di un anno fa ai festeggiamenti per il passaggio alla serie D – conclude Gilli – che, cioè, egli è legato da impegni, molto onerosi, con il Comune di Cesate, per far fronte ai quali ha creduto di trovare nel Comune di Saronno la gallina dalle uova d’oro… A questo punto, non posso che prendere atto del disimpegno del Sig. Restelli, a cui auguro, con sincerità, le migliori fortune ed a cui, nonostante tutto, rimango umanamente vicino, proprio come nello scorso giugno, quando non esitai ad accompagnarlo personalmente via dallo stadio, nel bel mezzo delle fortissime contestazioni seguite al suo discorso offensivo per i Saronnesi, che io attribuii ad un momento di sconforto: i tifosi, evidentemente, avevano capito meglio di me. Il calcio, a Saronno, in forza delle sue secolari tradizioni, supererà anche questa nuova difficoltà; che sia la volta buona perché qualche Saronnese di buone sostanze decida, finalmente, di dare una mano? Che sia la volta buona per ripartire dai notevoli esempi di calcio già esistenti in città?»


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Pubblicato il 13 Maggio 2003
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