Il Comune “sfratta” il Centro dei dialetti

Il Centro per la cultura lombarda che ha sede ai Molini Marzoli e ha come presidente onorario Bossi, è un'associazione privata e non può usare gratuitamente spazi e personale comunale

Vanta come presidente onorario il leader del Carroccio Umberto Bossi e come presidente l’ex sindaco leghista Gianfranco Tosi. Ma il Centro regionale dei dialetti e della cultura lombarda che ha sede ai Molini Marzoli di Busto Arsizio, non rappresenta nessuna istituzione come tale non può usufruire gratuitamente, come ha fatto finora, degli spazi pubblici e tanto meno il personale comunale. Insomma o il centro paga l’affitto oppure è meglio che si trovi un’altra sede.
È stato chiaro il sindaco leghista Luigi Rosa nel rispondere alla questione sollevata nelle settimana scorse dai consiglieri di minoranza dell’Ulivo e approdata in consiglio comunale sabato 24. Alla denuncia di trattamento di favore e di condizioni inique, contenute nella convenzione che avrebbe dovuto regolare il rapporto fra il centro e l’ente comunale, la giunta comunale ha valutato l’opportunità di rivedere gli accordi. Accordi che nonostante i solleciti di Tosi, non erano ancora stati firmati. 
Il primo provvedimento è quello che riguarda il personale comunale. Tre impiegati negli ultimi mesi sono stati distaccati in via A. da Giussano. Saranno subito sollevati da questo incarico. Il Centro regionale dei dialetti dovrà pagare l’affitto oppure sarà costretto a trovarsi un ‘altra sede, rispetto all’attuale. Il Centro da mesi aveva la sua sede operativa ai Molini Marzoli, fra le più prestigiose proprietà del Comune. Ed oltre a dovere corrispondere un affitto Rosa punterà a fare inserire nel nuovo documento, anche l’elezione di un rappresentante dell’amministrazione comunale nel consiglio di amministrazione dell’associazione. Solo in questo modo, il Comune sarebbe disposto ad elargire quei 240mila euro, che nella convenzione figurava come contributo da erogare nel corso di dodici anni. Insomma la convenzione attuale, che rappresenta l’ultimo atto amministrativo dell’ex sindaco Tosi, (porta infatti la data del 9 maggio), deve essere rivista ed è questo quello che Rosa e giunta si sono impegnati a fare.
La questione, come si ricorderà era stata sollevata da Progressisti e Margherita. Erano state queste forze politiche a parlare di trattamento di favore, "iniquo e illegittimo" rispetto al supporto di cui godono le centinaia di associazioni bustesi. Sempre la minoranza aveva parlato di conflitto di interessi. Quando la giunta comunale approvò lo schema di convenzione, Tosi era già presidente del Centro regionale dei dialetti e della cultura lombarda. 
Che questo centro sia un’associazione privata e non una istituzione ora è confermato anche dalle iniziative intraprese dall’attuale amministrazione. Iniziative che sono piaciute all’opposizione. «Questo dimostra che quello che abbiamo detto finora è vero e che non siamo stati noi a prendere un abbaglio, dunque il Centro regionale è un’associazione privata e quella convenzione è illegittima e ora ci riserviamo di vedere come sarà quella nuova» ha commentato soddisfatta Mariella Pecchini dei Progressisti. 


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Pubblicato il 24 Maggio 2003
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