«E’ un attacco agli immigrati»
Sempre più dure le polemiche per la fine dell'incarico al responsabile dell'ufficio stranieri, Silvio Pieretti. Nuova presa di posizione di sindacati e associazioni di volontariato
Silvio Pieretti non si tocca. C’è oramai a Varese un pezzo consistente di società civile che si ribella all’idea che il responsabile dell’Ufficio immigrati debba abbandonare il suo incarico. L’uomo che ha inventato il dialogo tra Varese e gli stranieri, come lo ha definito l’ivoriano Iapo Iapi, e che ha gestito il servizio per dodici anni rappresenta una vera istituzione per tutto il mondo del volontariato e dell’associazionismo. Lo rivogliono al suo posto i partiti del centrosinistra. E anche gli operatori del settore immigrazione.
Cgil, Cisl (Varese laghi e Ticino Olona), Uil, Acli, Anolf, Caritas Migrantes dunque non ci stanno ed esprimono sorpresa, preoccupazione e contrarietà.
L’accusa che lanciano al Comune di Varese è molto forte e chiama direttamente in causa motivazioni di natura politica. La associazioni mostrano di non credere alla semplice riduzione dei costi da parte di Palazzo Estense e nemmeno alla volontà di non perdere un collaboratore come Silvio Pieretti.
«Le motivazioni riportate dalla stampa locale (difficoltà di bilancio) se confermate – scrivono sindacati e associazioni – sono ridicole ed anche se usate come “foglia di fico” non fanno certo onore all’amministrazione comunale, evidenziandone al contrario un basso profilo politico e amministrativo». Ma dove andare allora a cercare le reali cause di un depotenziamento delle politiche a favore degli immigrati? Le associazioni chiamano in causa Umberto Bossi e le sue recenti sparate, poi smentite, sull’immigrazione (cannonate sugli scafi).
«E’ difficile non leggere in questa iniziativa la logica conseguenza di un’azione a largo raggio – recita la nota – culminata nelle recenti e farneticanti dichiarazioni dell’onorevole Bossi in materia di politica migratoria e nei temi che dovrebbero costituire la verifica in seno alla maggioranza parlamentare dei prossimi giorni».
Ma non finisce qua. La rimozione di Pieretti, a cui viene ribadita stima e solidarietà, non è un gesto isolato, ma il delicato passaggio di una politica di lungo termine: «E’ un attacco che, piaccia o no, suona anche come un segnale – dicono senza mezzi termini sindacati e associazioni – per tutti coloro che hanno condiviso con lui e sostengono, sul territorio comunale e della Provincia, la tutela e l’emancipazione degli immigrati nella legalità ed educando alla legalità».
Per questo Cgil, Cisl, Uil, Acli, Anolf e Caritas Migrantes chiedono al Comune di Varese di ritornare sulle proprie decisioni.
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