Il teatro è dimezzato
Varese – Il grande successo di pubblico, con oltre novantamila presenze in 123 sere di spettacolo, non basta a salvare la gestione in crisi
Una grave crisi si è abbattuta sulla struttura di piazza Repubblica. Una crisi economica e non di pubblico. La puntualizzazione non salva questa prima difficile esperienza, ma permette almeno di avere delle chiare indicazioni di quali strade percorrere nel futuro.
È durata un anno e mezzo l’esperienza di gestione della società Primafila. Una realtà nata dal connubio tra un imprenditore milanese, il costruttore Gruppo 2A e la varesina Delpi. Tutti i risvolti della vicenda verranno illustrati venerdì prossimo, quando l’imprenditore Renzo Dalpio, insieme ai direttori Flavio Premoli e Carlo Gattoni racconteranno alla stampa la loro posizione.
I fatti però sono ormai certi. Settimana scorsa la società è stata messa in liquidazione. Una scelta consensuale tra i due soci che stanno continuando a lavorare per trovare altre soluzioni. Intanto però il teatro resta dimezzato. Domani l’assessore alla cultura Musaio, molto attivo da quando è stato nominato, incontrerà Guglielmi, patron del Gruppo 2A. Un incontro non solo formale, ma determinante per le sorti della futura stagione teatrale e non solo.
Il teatro di Varese ebbe avvio attraverso una serie di accordi diversi. Il Comune si era riservato la gestione diretta di ottanta serate pagando un corrispettivo al Grippo 2A. Quest’ultimo per la gestione effettiva dello spazio aveva, insieme con Renzo Dalpio e la sua Delpi dato vita alla società Primafila. L’amministrazione aveva quindi come unico interlocutore formale il Gruppo 2A e non il gestore del teatro.
La crisi, come si diceva, nasce non già da una sbagliata programmazione o da una scarsa partecipazione del pubblico, ma da fattori economici stimati in odo non corretto. D’altra parte non esisteva alcun parametro di riferimento e quindi ogni tipo di contratto stipulato oltre un anno fa si sarebbe rivelato inadeguato a coprire i costi dell’intera struttura.
L’uscita di scena di Primafila rimette al centro il costruttore Guglielmi. Allo stato dei fatti, in attesa della conferenza di venerdì, l’unica cosa che sembra certa è il proseguo dell’uso dello spazio di piazza Repubblica, ma niente di più.
Certo che ancora una volta Varese rischia di veder saltare un’esperienza culturale e sociale. Per scongiurare questa ipotesi che sarebbe negativa in modo davvero pesante, occorre davvero che la città tutta si svegli e dia un segno di vita. Il teatro non può essere legato solo a una semplice gestione economica. Entro certi limiti, perché comunque una sua economicità deve pur averla, la cultura, il tempo libero, la musica, la danza e quanto altro si potrà fare in Piazza Repubblica, va incentivato e sorretto. È il momento di una seconda scommessa, più difficile della prima, ma nessuno può sottrarsi o aspettare guardando passare qualche cadavere. Sarebbe la sconfitta di tutti.
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