Più welfare e più territorio

Si è svolto presso il centro Gulliver il seminario per gli operatori nel campo delle politiche sociali

Un’occasione per parlare delle nuove politiche sociali gestite dal Ministero del lavoro e sopratutto delle loro ricadute territoriali, è stato il seminario svoltosi presso il centro Gulliver. Ospiti illustri: Giovanni Daverio, responsabile della direzione generale per le tematiche familiari e sociali e la tutela dei diritti dei minori, presso il Ministero del lavoro ; Angelo Gorla, dirigente dei servizi sociali della provincia di Varese, Lucas Maria Gutierrez direttore sociale della ASL Varese. Un seminario rivolto agli operatori, e sono arrivati da molte regioni di Italia, coinvolte nel progetto “Pollicino”, un progetto nazionale di prevenzione sociale nei confronti dei disagi giovanili, gestito dal ministero del Welfare, ma anche a tutti gli addetti nell’ambito sociale del territorio.
L’incontro si inserisce nel nuovo ambito di operatività definito dalla legge quadro 328 entrata in vigore nel 2000; un nuovo strumento operativo che se da un lato riepiloga tutti i precedenti provvedimenti normativi in materia di politica sociale, dall’altro li coordina e li inserisce in una cornice complessiva che punta l’attenzione sul rapporto tra enti di diverso grado e tra istituzioni e società civile. Il progetto “Pollicino” è una sorta di applicazione concreta, all’interno di quel quadro normativo: una relazione aperta, una rete di relazioni in grado di veicolare saperi ma anche analisi e metodologie di lavoro nell’affrontare i casi di disagio tra soggetti diversi. Due le novità emerse in particolare dalla relazione di Daverio: la prima è che all’interno di una legge quadro che definisca in linea di principio le priorità, gli standard quantitativi e qualitativi che deve ottemperare una politica sociale, le gestione diretta diventi di pura attinenza territoriale. Spetterà al territorio dunque individuare all’interno di quel quadro quale sia la sua politica più urgente, quale risposta immediata dare un problema forte del suo ambito. La seconda novità è il riferimento esplicito presente nel famoso Libro bianco cui ha lavorato Marco Biagi, ad una nuova valutazione della famiglia come luogo cruciale nella organizzazione di una tutela sociale. A questo proposito Daverio ha evidenziato come, se la famiglia viene riconosciuta in tal senso, è necessario che la si riconosca fin dall’inizio come tale, traendone le conseguenze. Dunque – conclude l’ex dirigente dei servizi educativi al comune di Varese – «l’auspicio che le prossime mosse vadano nella direzione di una nuova politica fiscale sulla famiglia esattamente come succede in Europa; gli assegni famigliari non contano nulla, bisogna trovare forme ben più consistenti di defiscalizzazione». Interessante anche la conclusione: se fino adesso la logica della gestione dei fondi destinati alle politiche sociali era “a cascata” privilegiando di volta in volta la situazione più critica. E’ alle viste un cambio di epocale: la necessità che anche le politiche sociali vi vedano come produttrici di reddito, di fatto aprendo la strada ad una più razionale, prospettica, gestione dei fondi.

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Pubblicato il 16 Giugno 2003
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