Vertice Ue, i no global si preparano
Varese – Incontri e dibattiti su Welfare Pace e Diritti e manifestazioni in piazza. «Ma isoleremo i black block»
Conto alla rovescia per il vertice europeo dei ministri del Lavoro. I rappresentanti dei governi dei Quindici arriveranno a Varese il 10 luglio e ripartiranno il 12 dopo una serie di incontri al centro congressi di Villa Ponti.
Facile prevedere che Biumo vivrà giorni blindati ma non sarà diverso per il resto della provincia. I ministri, 25 in tutto tra i rappresentanti dei Quindici e i ministri dei dieci Paesi che si apprestano ad entrare nell’Unione, visiteranno alcuni dei luoghi “più caratteristici”.
Le misure di sicurezza sono affidate alla Questura che avrà il compito di decidere non solo quanti uomini mettere in campo, tra polizia e carabinieri, ma anche quali strade tenere maggiormente sotto controllo.
Si parla già di una “zona rossa” per tenere lontani i manifestanti, quei no global che, in varie circostanze, si sono radunati per contestare la politica dell’Unione Europea.
Ce ne sarà bisogno? I no global della nostra provincia si stanno muovendo? La risposta è sì: ci saranno cortei e manifestazioni ma, almeno nei progetti degli organizzatori, tutto si svolgerà senza intemperanze.
«Le associazioni che fanno parte del Coordinamento provinciale Pace hanno già avuto un primo incontro – spiega Giuseppe Musolino, presidente dell’Arci provinciale -. Abbiamo deciso che tra il 10 e il 12 luglio organizzeremo una serie di incontri per parlare e riflettere di Pace Welfare e Diritti. Ai dibattiti speriamo di avere voci autorevoli che stiamo contattando in questi giorni.
Ma ci saranno ovviamente anche iniziative più visibili: presidi o manifestazioni, da valutare. Niente di disordinato o violento, questo è chiaro, non fa parte del nostro modo di affrontare i problemi. Porteremo le nostre manifestazioni in piazza e se dovesse esserci davvero una zona rossa arriveremo fino a ridosso delle barricate. Ma niente di più.
I black block? Non sappiamo se convergeranno a Varese; una cosa però è certa – dice ancora Musolino – rimarcheremo, ancora una volta, le differenze nei modi e nelle forme della protesta che per noi dev’essere non violenta, visibile si, creativa ma anche pacifica; per affermare forme di cittadinanza attiva puntiamo su analisi, riflessioni, contenuti e proposte per quanto alternative ad un modello liberistico che si vorrebbe imporre da parte dei governanti senza partecipazione dei governati che, certo, non sono sudditi.
Faremo sentire la nostra voce, ma non ci sarà spazio per la violenza».
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