Accam, Borsano vuole regole e rimborsi

Il Comitato ecologico inceneritore e ambiente alla vigilia della privatizzazione del consorzio, chiede una convenzione che stabilisca vincoli alla società che gestirà il termodistruttore

Alla vigilia della privatizzazione del consorzio Accam di Busto Arsizio, il Comitato ecologico inceneritore e ambiente di Borsano, supporatato dai comitati di quartiere cittadini, reclama regole che migliorino il territorio costretto ad ospitare il termodistruttore. La trasformazione del consorzio, che raggruppa ventisette comuni nell’incenerimento dei rifiuti, può essere una minaccia o un’opportunità. E se sulla proprietà degli impianti i rappresentanti del comitato si schierano con l’Amministrazione comunale, dall’altra non mancano di rivendicare, nero su bianco, una convenzione fra la nuova società e il comune, che imponga limiti e stalisca voncoli per migliorare il territorio. «Nel corso degli incontri di confronto e collaborazione che il Comitato ha avuto con l’Amministrazione e, in particolare con il Sindaco di Busto Arsizio, è emerso che lo strumento chiave per affrontare la maggior parte dei problemi è proprio la definizione di una convenzione – hanno spiegato i rappresentanti del comitato – ora, mentre ci si appresta ad approvare lo statuto, non sono ancora emerse ipotesi in merito a questo documento». E Borsano avverte. «Nel caso non si desse attuazione a queste indicazioni, il Comitato si avvarrà di tutte le iniziative necessarie a mobilitare la cittadinanza al fine di impedire il determinarsi di condizioni di rischio per la salute e l’ambiente».

Secondo le regole dettate dai rappresentanti dei cittadini l’impianto non dovrà bruciare rifiuti diversi da quelli trattai attualemnte (e cioè rifiuti solidi urbani – RSU e rifiuti ospedalieri trattati – ROT), il numero dei comuni che conferiscono I loro rifiuti  non devono aumentare e così anche le tonnellate bruciate, che non deve suparee le 400 tonnellate al giorno. Di compensazione socio-economica per il quartere di Borsano si è pralato tanto. «Essa dovrà essere stabilita concretamente». E a godere di queste  risorse economiche dovranno essere I territory che subiscono di più I disagi della convivenza forzata con il termodistruttore, di cui sopportano fumi, traffico di mezzi pesanti e degrado ambientale.
«Occorre dare la priorità ad una serie di iniziative come il monitoraggio delle polveri sottili (in particolare il PM2,5), la ripresa delle campagna di analisi dei suoli, la riduzione del traffico indotto dall’inceneritore, la certificazione di un sistema di gestione ambientale, l’aggiornamento di una seria valutazione di impatto ambientale, la piantumazione scientificamente mirata alla riduzione dell’inquinamento» chiede ancora il comitato che dimostra di approvare il docuemtno prodotto nelle settimane scores dalla commissione ambiente ebterrotorio presieduta da Carlo Fontana.


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Pubblicato il 08 Luglio 2003
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