«Non ci arrendiamo, la Arcisate-Stabio si farà»

Arcisate – I Ticinesi sono convinti che i deputati del cantone difenderanno il progetto. Ne hanno parlato amministratori e rappresentanti delle forze economiche italiane e svizzera

«Ci sarà una levata di scudi dei deputati ticinesi per difendere la Stabio-Arcisate». Aria da ultima spiaggia, in Ticino, per i paventati tagli ai finanziamenti che riguardano il progetto di ferrovia leggera tra Italia e Svizzera. Dalla Confederazione arrivano nubi nere. Il Dipartimento dei trasporti sembra deciso a chiudere i rubinetti, ma i promotori del progetto hanno ancora speranze: «Dobbiamo crederci, non tutto è perduto» dice Benedetto Antonini, direttore del comitato di coordinamento del progetto e consulente del Dipartimento territorio del Canton Ticino.
«Appena abbiamo capito che avrebbero tagliato i fondi abbiamo scritto al dipartimento dei trasporti – spiega invece l’avvocato Crivelli, in rappresentanza del consigliere di stato del Canton Ticino Marco Borradori – loro ci hanno risposto che il collegamento tra Lugano e l’Italia rimane prioritario». Nessun impegno formale, certo, ma i cugini elvetici sono decisi ad attaccarsi a tutto e a non lasciar perdere.
Veder naufragare il progetto, proprio ora, sarebbe infatti una beffa. Dopo che i quattro enti committenti si sono messi d’accordo (Ticino, Lombardia, Ferrovie Svizzere e Ferrovie italiane), ora che la Regione Lombardia ha persino dato disponibilità all’interramento della linea tra Arcisate e Induno Olona per evitare che il passaggio dei treni e la necessaria eliminazione dei passaggi a livello spacchi inesorabilmente in due i paesi.
Ma è anche il caso di ricordare i termini della ferrovia Arcisate Stabio, così come sono stati presentati in una interessante serata organizzata, ad Arcisate, dalla Cisl, davanti a un folto pubblico di cittadini ed amministratori pubblici.
Il progetto prevede la costruzione di sette chilometri, a doppio binario, tra Stabio e Arcisate, ma la linea completa permetterà di partire da Lugano per arrivare fino a Varese.
L’ultimo chilometro, prima della cittadina di Arcisate, è su viadotto. Da Arcisate a Varese il binario torna unico. Il tratto diventa così la cerniera tra Italia e Svizzera. Ma anche tra Lugano e Malpensa. La spina dorsale del trasporto nella Regio Insubrica. E così addio confini di stato.
Tornano collegate persino Varese e Como, via Mendrisio. Inoltre si permette agli svizzeri di collegarsi alla Romandia risparmiando un’ora. «Benefici altissimi a costi bassi» spiega Antonini.
In una prima fase, Mendrisio e Varese saranno collegate da 64 treni regionali al giorno, 32 tra Varese e Porto Ceresio, 16 diretti tra Lugano e Malpensa (ogni due ore con fermata a Varese e Mendrisio). Il costo previsto è di 272 milioni di euro. 185 milioni dagli italiani (il 66%), 87 milioni a carico degli svizzeri (il 34%). Tempi previsti per la realizzazione, quattro anni.
La copertura dei costi è prevista per circa metà grazie ai ricavi di biglietti e abbonamenti. Il resto è una scommessa.
I comuni della Valceresio hanno puntato i piedi sull’attraversamento senza passaggi a livello e grazie alla mediazione della Provincia hanno ottenuto dalla Regione l’impegno politico all’interramento. La richiesta sarà esaminata dal comitato svizzero. Così come altre richieste avanzate dal territorio: la rivitalizzazione della linea del Ceresio, il doppio binario anche tra Arcisate e Varese.

Si potrebbe poi sfruttare l’onda lunga della ferrovia per fare altre due opere fondamentali: il collegamento tra Gallarate e Malpensa (adesso per arrivare all’aeroporto è previsto il cambio a Castellanza) e un “peduncolo” che unisca le linee provenienti da Como e Varese, necessario per evitare il cambio di treno a Mendrisio e velocizzare la percorrenza. Solo sogni? Tutt’altro.
La Arcisate-Stabio è già in legge obiettivo ed è considerata opera prioritaria dal Governo Italiano. E quanto al pericolo che la linea si trasformi in passaggio per le merci, Antonini è molto chiaro: «Non è possibile – spiega – la pendenza ci obbligherebbe ad aumentare la forza motrice e i costi diventerebbero insostenibili. Questa linea in realtà è una grande opportunità per il trasporto passeggeri regionale, la stiamo facendo per voi, e per i vostri figli».

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Pubblicato il 04 Luglio 2003
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