Passa all’unanimità il piano di zona
Besozzo – L'assemblea dei sindaci del distretto di Cittiglio ha licenziato nell'ultima seduta il piano di zona che darà il via libera all'erogazione dei fondi regionali per il sociale
I piano di zona, strumento che identifica le priorità di ciascun distretto Asl nell’ambito della legge 328 in campo socio assistenziale, è stato approvato nell’assemblea dei sindaci del distretto asl di Cittiglio. Una notizia solo apparentemente “tecnica” ma importante per due motivi. In primo luogo si completa, con quello di Cittiglio, il reticolo dei distretti asl della provincia di Varese che si sono dotati di questo piano. D’altro canto è da rimarcare il fatto che con l’approvazione da parte del distretto, composto da 26 sindaci, del piano di zona, si dà il via libera ai fondi che la Regione Lombardia stanzia per l’ambito socio-assistenziale. Nella fattispecie, per il distretto asl di Cittiglio sono previsti 428.000 euro per la prima annualità
Soddisfatto il presidente dell’assemblea, il sindaco di Besozzo Fausto Brunella, succeduto ad Enrico Folci, lo scorso inverno, a causa di problemi dal sapore marcatamente politico in relazione all’ente cui spetta la redazione del piano stesso, ente oggi individuato nella Comunità Montana della Valcuvia. «Dopo l’approvazione del piano da parte dell’assemblea dei sindaci il documento verrà spedito all’asl di Varese che ci auguriamo lo approvi entro breve tempo – ha commentato Brunella – . In seguito all’approvazione da parte dell’asl, il piano tornerà ai consigli comunali per essere approvato. Poi partirà l’erogazione di fondi dalla Regione Lombardia».
Difficile toccare tutte le priorità individuate dal documento, sintetizzate dallo stesso Brunella. «La particolare conformazione del territorio ha permesso di individuare diversi ambiti di azione rivolti soprattutto ad arricchire i comuni più piccoli di servizi oggi ancora difficili da attuare – conclude il presidente – . Si va dall’assistenza domiciliare rivolta agli anziani e ai portatori di handicap alla formazione e allo sviluppo dell’autonomia nel lavoro per i disabili, oltre ad una serie di misure per le nuove strutture di prima accoglienza e ai servizi per tutte le aree relative ai trasporti a domicilio».
Il piano è stato votato all’unanimità dei sindaci presenti, vale a dire 20 su 26.
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