Compostaggio a Gemonio. La Provincia ordina lo stop
Fino a quando l'azienda non attuerà gli accorgimenti tecnici per eliminare gli odori non potranno più essere depositati rifiuti verdi e organici. L'attività dell'impianto resta bloccata
La Provincia ha bloccato l’attività dell’impianto di compostaggio di Gemonio. È di oggi infatti la decisione della giunta di vietare il conferimento di rifiuti verdi e frazioni organiche nell’impianto della Inva. La presa di posizione di Villa Recalcati giunge a quasi cinque mesi dal primo altolà lanciato dall’assessore provinciale all’Ambiente Francesco Pintus. Alle proteste degli abitanti e alle rimostranze dei comuni – che lamentavano nella zona intorno all’area di compostaggio la presenza di cattivi odori – la Provincia aveva infatti risposto con un sopralluogo lo scorso primo aprile a cui era seguita la richiesta alla società di attuare gli interventi necessari per eliminare le emissioni maleodoranti.
Il provvedimento dell’assessorato provinciale all’Ambiente, è stato firmato questa mattina e dispone una serie di adempimenti. Innanzitutto l’impianto non potrà più accogliere scarti vegetali o rifiuti organici per la trasformazione in compost. L’attività dell’azienda potrà proseguire fino a che non sia stato completamente trattato il materiale già depositato. Entro e non oltre dieci giorni dalla data di notifica dell’atto, dovrà essere completamente asportato il compost depositato all’esterno dei box.
La sospensione del conferimento dei rifiuti verdi non è tuttavia a tempo indeterminato. Il provvedimento della Provincia prevede infatti che l’impianto potrà riprendere la sua attività quando attuerà gli accorgimenti tecnici necessari per evitare emissioni maleodoranti. L’azienda dovrà produrre un piano di bonifica e ripristino di tutte le aree interessate.
«Pertanto – si legge nella nota diffusa da Villa Recalcati – una volta che sarà spostato tutto il compost precedentemente già prodotto non sarà consentito il deposito all’esterno dei box». «Un impianto autorizzato all’attività ormai da anni non può essere cancellato tout court – commenta Marco Reguzzoni presidente della Provincia – i provvedimenti tecnici e gli interventi richiesti questa primavera avrebbero potuto tuttavia contribuire ad evitare il problema delle emissioni maleodoranti, ora occorre da una parte tutelare i cittadini e la comunità e dall’altro fare in modo che l’azienda ottemperi agli accorgimenti tecnici richiesti».
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