«Il centrodestra perde le bussola»
L'Ulivo insorge sulle variazioni di bilancio
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riceviamo e pubblichiamo Durante il consiglio comunale del 28 luglio abbiamo assistito ad una serie di svarioni ad opera della Casa delle Libertà tali da dimostrarne la fragilità, l’inconsistenza e le pesanti responsabilità su un paio di atti amministrativi importanti. Le variazioni di bilancio contenevano due voci “politicamente pesanti”: 12.000 euro spesi per chiudere la vicenda giudiziaria intentata dal Comune (allora a guida leghista) contro la Datalogostre per ottenere una risarcimento danni di 250.000 euro, vista la conclusione (parziale ed insoddisfacente) dei lavori di accertamento sull’ICI affidati a quella società. Ebbene, hanno dovuto spendere 12.000 euro per rinunciare a quel risarcimento danni altrimenti –hanno spiegato gli avvocati del Comune- si correva il rischio di spendere ulteriori quattrini con la certezza che comunque da quella società, ormai fallita, non sarebbe arrivato nemmeno un centesimo. Questa è la triste e logica conclusione di una vicenda sulla quale l’amministrazione leghista prima e quella di centrodestra poi non ne hanno azzeccata una. Con il risultato che circa la metà dei soldi recuperati dagli accertamenti (2 miliardi e mezzo delle vecchie lire, circa) sono stati sprecati per pagare una società che poi si è rivelata inaffidabile, mentre noi invece avevamo sempre sostenuto che quegli accertamenti potevano essere svolti con maggior efficacia dai nostri uffici comunali. Per non dire della fretta con cui li hanno voluti notificare e che ha imposto il pagamento a quasi 1700 famiglie cassanesi di interessi che poi si è saputo che non erano dovuti (e che questa amministrazione si rifiuta di rimborsare). Quando, in Consiglio comunale, abbiamo denunciato tutto ciò chiedendo al sindaco Morniroli di esprimersi su questa vicenda, ne abbiamo ricavato solo il suo imbarazzato silenzio che, insieme all’assenza di Uslenghi, ci è parsa la migliore conferma a tutte le nostre considerazioni, anche le più critiche. Lo stesso dicasi a proposito dei 4.550 euro di maggiori entrate derivanti dalla vendita di loculi e tombe (da cui il Comune nel 2003 incasserà oltre 190.000 euro). La redditività della gestione del Cimitero avrebbe dovuto –da tempo- consigliare alla Giunta di rispettare il mandato del Consiglio comunale che l’anno scorso, all’unanimità, chiese una diminuzione delle tariffe dei rinnovi delle concessioni a scadenza trentennale ( pari all’80% del prezzo di una tomba nuova). Invece quell’impegno è rimasto lettera morta ed anche su questa mancanza abbiamo potuto ascoltare solo il silenzio dell’Assessore al Bilancio. Ma è sul PL 23 che il centrodestra ha dato il peggio di sé. Arrivato con ritardo all’approvazione, quel PL –i cui contenuti non ci hanno convinti, anche perchè la maggioranza ha respinto in blocco tutte le osservazioni migliorative presentate da alcuni cittadini e da Legambiente – ha dovuto scontrarsi contro la manovre dilatorie del presidente della commissione territorio: il 9 luglio scorso ha chiesto, al Consiglio comunale che lo doveva approvare, il rinvio della discussione per mancanza di un documento e per ulteriori approfondimenti da parte della sua commissione (alla cui riunione, però, non ha poi partecipato); il 28 luglio ha presentato un emendamento sbagliato, privo del necessario parere tecnico e su cui lui e gran parte del centrodestra si erano talmente intestarditi da volerlo fare votare sotto forma di “atto di indirizzo”, anche se il Regolamento consiliare non prevede affatto questo strumento. La mancanza del numero legale ha imposto un ulteriore rinvio del consiglio comunale al 30 luglio, durante il quale il presidente della commissione Territorio è stato l’unico dei consiglieri comunali presenti a non partecipare al voto finale sul PL23; ovviamente, senza spiegarne a nessuno le ragioni. Anche questa volta, quando abbiamo fatto notare questo atteggiamento da oppositore di un esponente della maggioranza, abbiamo dovuto registrare l’ennesimo silenzio, anche da parte dell’assessore alla partita Aliprandi. Insomma, non si può addebitare al caldo la ragione delle scelte della maggioranza (il 28 ed il 30 luglio le temperature erano state mitigate da alcuni acquazzoni). Difficile anche attribuirne la responsabilità all’inesperienza, visto che taluni esponenti del centrodestra comandano in città ormai da un decennio. La verità è che anche a Cassano ha fatto scuola il padrone di Casa delle Libertà: Berlusconi è un campione di arroganza che in Europa nessuno ci invidia ma che qui qualcuno vorrebbe scimmiottare. Francesco de Palo |
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