Metà provincia con le serrande abbassate

Nel capoluogo e a sud, settimana di ferragosto con strade già deserte e poca gente, ma i negozi aperti non mancano. Nel Luinese tutto aperto per accogliere i turisti

Tutti in vacanza o quasi. E’ appena iniziata la settimana che conduce al ferragosto, e quindi al momento topico dell’estate. Come tradizione e come è evidente le grandi città si svuotano e di conseguenza molti esercizi commerciali chiudono. Anche le città delle nostra provincia non si astengono da questa “prassi”. A Varese in giro per il centro ci sono pochissime persone, non ci sono le solite lunghe code ai semafori e le auto passano col contagocce. Questo deserto cittadino paradossalmente fa sentire meno il caldo, ma forse è solo un impressione. Per i pochi intimi rimasti c’è la possibilità di godersi una città finalmente libera dal caos e dallo stress. Ma non tutti sono andati via e non tutti gli esercizi commerciali sono veramente chiusi. Infatti soprattutto nel centro della Città giardino un buon cinquanta per cento dei negozi è ancora aperto anche se alcuni solo la mattina come segnalato all’ingresso. Panettieri, farmacie, fruttivendoli sono comunque a disposizione della scarsa clientela. Se ci si vuole rinfrescare non mancano le gelaterie.
Insomma non è ancora una città deserta. « Ma oggi è solo martedì – commentano alcune persone in attesa dell’autobus – vedrà alla vigilia di ferragosto, le saracinesche alzate si conteranno sulle dita di una mano».
I negozi di abbigliamento sono quelli con più cartelli “chiusi per ferie” almeno fino al 31 agosto.

Non sembra diversa la situazione nelle altre due città più importanti della provincia come Gallarate e Busto Arsizio, anche se c’è da dire che i “chiusi per ferie” sembrano di più rispetto al capoluogo, ma la sensazione che si prova nel passeggiare in Piazza Libertà o via Don Minzoni è quella di desolazione. Solo via Milano (nella foto) a Busto sembra in controtendenza con molte persone a passeggio a piedi o in bicicletta; «ma solo di mattina, nel pomeriggio non si vede nemmeno un’anima – ci confermano i commessi di una libreria che chiude il 14 e di un bar dove questa mattina c’era la coda per fare colazione». Stesso scenario a Saronno: anche qui un negozio su due è chiuso per ferie.

Solo le giornate dal 15 al 17 sembrano essere quelle più critiche con gli esercenti rimasti che non torneranno al lavoro non prima di lunedì.
Nulla di nuovo, quindi, con il rito ferragostano che si ripete e con i superstiti a rifornirsi e rinfrescarsi dalla calura grazie all’aria condizionata degli inesauribili e sempre aperti centri commerciali.

Ma se Varese e il sud della provincia oscilla tra serrande abbassate e le manopole dei condizionatori al massimo negli esercizi ancora aperti, lo stesso non può dirsi per il nord della provincia. A Luino e in tutta la zona dell’Alto Varesotto commercianti, albergatori e gestori di esercizi pubblici stanno sfruttando a pieno regime la stagione turistica che sembra fortunatamente non subire l’effetto “Schroder”. Diverse le inflessioni teutoniche al tradizionale mercato del mercoledì e fra i tavoli dei ristoranti e delle gelaterie, tra l’altro aiutate dalla chiusura serale del centro storico nei fine settimana.

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Pubblicato il 12 Agosto 2003
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