Tangenziale Est, i cittadini contrari si organizzano

Varese – Ieri all'oratorio di Valle Olona si è tenuto il primo incontro tra i varesini che contestano il progetto del Comune della sopraelevata che unirà la Briantea alla statale 233 Varesina

Il ricorso al Tar è dietro l’angolo. La tangenziale Est rischia di sorgere sulle fondamenta traballanti dell’insurrezione popolare. Una riunione ieri sera all’oratorio di Valle Olona ha siglato l’inizio di una battaglia annunciata: la tangenziale Est, il nuovo collegamento stradale tra la statale 342 Briantea e la statale 233 Varesina, con interconnessione sulla statale 344 di Porto Ceresio, così come è stata approvata a luglio da una parte del Consiglio comunale non piace. Almeno questo hanno detto a viva voce un centinaio di persone raccolte nella sala dell’oratorio.
L’avvocato Davide Galimberti ha spiegato quali mosse sarebbe opportuno fare per costituirsi in un comitato ed eventualmente richiedere l’intervento del Tar.
Mossa che per il momento è stata solo paventata e sostenuta soprattutto da quei cittadini che sono direttamente coinvolti nel progetto visto che la strada passerebbe proprio a pochi metri dalla loro casa.
Alcuni, ad esempio, hanno fatto notare che la sopraelevata, perché questo prevede il progetto, passerà proprio a pochi metri dai tetti delle case.
«A nostro avviso è inaccettabile – ha detto all’assemblea Emiliano Cacioppo, capogruppo dei Ds – e lo abbiamo dimostrato anche a luglio, quando in Consiglio comunale abbiamo abbandonato l’aula per protestare contro il metodo adottato».
Allora l’opposizione aveva contestato il fatto che il governo cittadino avesse portato al voto la variante al piano regolatore senza entrare nel merito del progetto, aggirando in questo modo la vera patata bollente: discutere e quindi approvare o rigettare il progetto stesso.
«Nessuno mette in dubbio l’utilità della tangenziale Est – ha detto ancora Cacioppo – ma noi pensiamo sia possibile pensare ad un interramento, soluzione meno invasiva e meno traumatica che non comporterebbe neppure costi eccessivi, non si supererebbero insomma di molto i 75 miliardi di vecchie lire già previsti».
All’incontro di ieri erano presenti anche Fabrizio Mirabelli, Cesare Montalebetti della Margherita, Angelo Zappoli di Rifondazione Comunista e il presidente del consiglio comunale Sergio Ghiringhelli; ed è proprio stato Ghiringhelli ad assicurare ai presenti che il “dado non è ancora stato tratto” che insomma il Palazzo è disponibile ad accettare eventuali osservazioni che dovessero arrivare dai cittadini.
A questo proposito vale la pena ricordare che il progetto è depositato presso la Segreteria Generale del Comune di Varese (piano terra del Palazzo Comunale – Via Sacco n. 5). Fino al 2 ottobre chiunque potrà visionarlo, in orario d’ufficio (dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30). Eventuali osservazioni alla variante, fanno sapere dagli uffici comunali, dovranno essere redatte per iscritto e dovranno essere presentate all’Ufficio Protocollo Generale – piano terra del Palazzo Comunale – dal 3 ottobre 2003, fino al 1° novembre 2003.

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Pubblicato il 10 Settembre 2003
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