Cinquemila in piazza contro finanziaria e pensioni

Lavoratori, pensionati e studenti hanno partecipato all'iniziativa promossa dai sindacati

Era di cinquemila persone circa il popolo del no alla riforma delle pensioni del governo Berlusconi e del no alla “finanziaria dei tagli”, quello sfilato in corteo oggi a Varese. Lo sciopero generale di 4 ore a seconda delle categorie ha visto scendere in piazza lavoratori, pensionati e studenti che si sono trovati attorno alle 9 in piazza Repubblica, per poi sfilare per le strade del centro fino ad arrivare in piazza Montegrappa, dove c’è stato il comizio di Nicoletta Rocchi, membro della segreteria nazionale di Cgil, che ha parlato a nome delle tre sigle sindacali che hanno appoggiato lo sciopero.
A dimostrazione dell’unione fra le diverse componenti sociali che hanno partecipato alla manifestazione, alla chiusura del corteo sono intervenuti anche Paola Gorla, della Cisl Fnp, la categoria dei pensionati, Franco Montani, della Uil Funzione Pubblica.

Lavoratori, studenti e pensionati. «Erano in tanti anche questi ultimi alla manifestazione a conferma del fatto che questa riforma non tranquillizza neanche chi percepisce una pensione, i pensionati in particolare sentono forte il problema di garantirsi un potere d’acquisto che stanno perdendo» commenta il segretario della Cisl Varese Gianluigi Restelli. È soddisfatto il sindacalista cislisno. «La forte adesione e partecipazione al corteo hanno un doppio significato sulla piazza di Varese, che è tradizionalmente quella di Maroni e di Bossi, oggi invece è uscita la faccia sociale di questa provincia».

Secondo Marco Molteni, segretario della Uil di Varese, la manifestazione è «pienamente riuscita, non solo per l’alto numero di partecipanti, ma anche dal fatto che ha unito il sindacato e le diverse categorie di cui è composto. Con questa manifestazione – ha commentato Molteni – abbiamo chiesto il ritiro delle misure in materia di riforma delle pensioni e sarà ora interessante vedere quali saranno prossimi passi che il governo intenderà intraprendere».
Tra musiche e colori la manifestazione si è sciolta attorno a mezzo giorno.
Alla manifestazione hanno partecipato i giovani del Varese Social Forum, circa 500 che hanno chiuso il corteo, oltre ad una delegazione dei sindacati di base che hanno raccolto le firme per opporsi alla chiusura dello stabilimento di Arese.

Anche per la Cgil l’obiettivo è stato centrato in pieno. «C’è stata una forte partecipazione – spiega il segretario provinciale Ivana Brunato – sia in piazza, dove eravamo quasi seimila persone, sia nei luoghi di lavoro. Secondo i nostri dati, nel settore privato l’adesione è stata dell’ottanta per cento, nel pubblico poco meno. Abbiamo visto sfilare insieme tre generazioni. Studenti, lavoratori e pensionati. Ho colto una grande solidarietà con il mondo del lavoro, una risposta chiara: quello che sta facendo il governo non è condiviso». Ivana Brunato risponde anche alle classiche accuse che vengono mosse al sindacato e cioè di fare scioperi politici: «L’obiettivo della mobilitazione è talmente chiaro che nessuno potrà sostenere esserci altri scopi oltre a quelli dichiarati. Ora ci aspettiamo che si apra un tavolo di confronto serio».

Nel corso del pomeriggio i primi dati sull’affluenza allo sciopero in alcune categorie. Secondo Susanna Camusso, segretaria della Cgil Lombadia si può parlare di «piena riuscita dello sciopero generale. Questi risultati dimostrano – ha detto Camusso – che c’è un paese che pensa al futuro, che rivendica il cambiamento della finanziaria e la salvaguardia del sistema pensionistico pubblico e solidale».

Le aziende metalmeccaniche Whirpool, Agusta, Aermacchi, Bticino, Sanyo, ZMC, MAM, LP, Duplomatic, Comerio, Tekint, Atos, Monteferro, Inda, Usag, Riva, LU-VE, e molte altre, hanno registrato le punte massime degli scioperi generali in provincia di Varese. Il 90% delle lavoratrici e dei lavoratori si sono astenuti dal lavoro con altissime percentuali anche tra le categorie impiegatizie.

Adesioni del 70 percento tra macchinisti, personale viaggiante e di stazione e nessun treno partito durante le quattro ore d’agitazione sono i dati dell’adesione allo sciopero generale indetto tra le 9 e le 13 di questa mattina resi noti da Ferrovie Nord Milano; i convogli partiti in precedenza sono giunti a destinazione.

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Pubblicato il 24 Ottobre 2003
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